venerdì, 15 maggio 2009,12:47

stasera, dopo circa 35 anni, rivedrò uno stretto gruppetto di compagne di scuola delle medie.
una era addirittura la mia amica del cuore.
cioè, ancora non ci credo, non mi sembra vero...

sono contenta, di quella contentezza quasi inspiegabile e non reprimibile...
sono anche un po' in ansia... chissà che shock!

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mercoledì, 06 maggio 2009,12:26

La risposta non potrebbe essere che NO.

Ma in realtà non è neanche così, diciamo che la più corretta potrebbe essere A TRATTI (rari).
In fondo, mi chiedo, che cosa mi manca, che cosa voglio di più?

Ho una bella famiglia, una figlia splendida, sana, intelligente; un marito che mi adora; ho un lavoro, che di questi tempi, bisogna solo baciarsi i gomiti… anche se vomiti bile dalla mattina alla sera per quello che vedi e per l’ambiente in cui ti trovi, ma che pur sempre mi permette di condurre una vita tutto sommato senza troppe rinunce; ho la mia casa (no, è ancora della banca a ben vedere, ma non sottilizziamo); ho degli amici, pochi, che mi vogliono bene.
Tutto sommato sono fortunata, mi trovo in condizioni privilegiate rispetto a molti che ho intorno, direttamente o indirettamente.
L’altro giorno una mia collega a bruciapelo mi ha chiesto: “ma insomma, si può sapere di che cazzo ti lamenti?” e la cosa mi ha fatto riflettere.

Già di che cazzo mi lamento io?

Si, perché tutto il preambolo verte su di me, la mia famiglia e il mio piccolo mondo.
Ma io sono anche e soprattutto parte di una comunità in senso ampio, sono cittadina italiana, sono elemento di un popolo.
Sono parte di un meccanismo economico, sociale e politico mio malgrado.

E allora, quello che mi rattrista e mi amareggia profondamente è proprio la situazione generale.

Quello che vedo, sento e capto… mi mette a disagio, in imbarazzo. Mi fa infuriare, indignare e protestare.

I concetti di base sono:
- calcare molto sull’aspetto gossipparo e sul “buttiamola in caciara” di tutta la questione politica/sociale/economica di questo Paese, senza mai andare a fondo seriamente sulle questioni importanti, così non vi rendete conto, inetti e inebetiti, di come ve lo buttiamo in culo mentre siete distratti dalle cazzate; e qui, l'onda lunga della TV commerciale è arrivata benissimo e ha fatto proprio il suo dovere, no?

- calcare molto sull’aspetto dell’intervento concreto e dei “fatti non parole” (tipo dopo la tragedia del terremoto, che noi sì che ci sappiamo fare mica quei morti-in-piedi dei comunisti! - o altre amenità del tipo social-card, oddìo adesso vomito)

 

E l’elenco potrebbe continuare a lungo… non ne ho voglia, mettetecene voi che tanto no si sbaglia.

 

Ecco di cosa mi lamento, di cos’è che mi rende profondamente infelice e scoraggiata.

Del fatto che stanno affossando un Paese, i suoi valori, le conquiste sociali che hanno richiesto sacrifici, lotte, sangue… che non ci sono prospettive per il futuro, che la scuola pubblica venga continuamente delegittimata, che i giovani non vengano messi in condizione di condurre una vita normale e di avere un minimo di indipendenza, che si vogliano scientemente abolire termini e concetti come “rispetto”, “tolleranza”, “diritti fondamentali”; che si permetta al vaticano di governare indisturbato o di mettere bocca pesantemente su ogni questione riguardante le scelte politiche; che abbiano priorità assoluta l’immagine e l’avere invece che il contenuto e l’essere; che si stia creando apposta un vuoto pneumatico, un appiattimento culturale e una omologazione preoccupante, che la volgarità imperi sovrana...
E la cosa che più mi rattrista è che la maggior parte delle persone che hanno scelto e votato questo governo, e sono tantissime, ancora non abbiano capito realmente la gravità delle azioni che ha messo in atto da quando si è insiediato e i danni che si ripercuotono e ripercuoteranno per chissà quanti anni…

 

Mi chiedo, può quindi esistere la mia isola felice in mezzo a un mare di merda?
giovedì, 26 marzo 2009,16:07

"...Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo
lascio che le cose
mi portino altrove
non importa dove..."

 

 

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venerdì, 13 marzo 2009,15:20

Ieri sulla spiaggia di Finale Ligure, intorno all’ora di pranzo, un sole tiepido e meraviglioso, una brezza marina piacevolmente discreta, l’acqua cristallina con quella schiuma pannosa delle onde morbide, facevano da contorno alla contentezza incontenibile della mia piccina: le brillavano gli occhi, saltellava, correva avanti e indietro lanciando gridolini, rideva e sorrideva attraversata solo dalla sua gran voglia di vivere! Sembrava un fringuellino impazzito.

Sono momenti che non mi voglio dimenticare.

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lunedì, 02 marzo 2009,12:43

Carnevale spazzato via, e meno male.
Insomma ieri sono andata a messa (non perché sia impazzita di colpo, sia chiaro, ma semplicemente era la commemorazione del primo anno della scomparsa di mio zio, che aveva la mia età, forse ne ho anche parlato qui quando è successo), più che altro un gesto simbolico della nostra famiglia per stringerci idealmente intorno a lui.
E forse andare a mangiare una pizza oltugheder non sarebbe stato nello spirito, diciamo.

Ecco insomma forse io un po' son prevenuta contro i preti.
Però a me quello lì è parso davvero troppo sopra le righe.
Con questo atteggiamento da "stà tento che ti bacchetto, lo so che ciai pensieri immondi!!!", con questo tono che sembra sempre che ci si debba frugare nelle tasche perché gli si deve qualcosa... un sentirsi sempre in colpa per qualcosa, cosa non si sa, ma il buon cristiano lo deve sapere e se non lo sa, che si senta in colpa uguale, che male non fa.
Un nervoso, ma un nervoso...
E già questo a me basterebbe per alzare un dito medio e uscire.
Però dai, per rispetto, conto fino a cento e sto seduta sulla panca (che poi manco si possono appoggiare i piedi su quella davanti perché c'è il cuscino per inginocchiarsi - figuriamoci-).
Ma l'apice lo raggiunge nella predica, io ovviamente ero totalmente disinformata, ma siccome ieri iniziava la quaresima, il tipo si è prodotto in un pippone di dimensioni galattiche che ha letteralemnte travolto gli astanti: del digiuno, della sobrietà, del cibo a basso costo, della rinuncia in generale in relazione ai tempi che corrono.
Che uno dice: è giusto, sono argomenti che la religione propone. Appunto, PROPONE.
Ennò, lui invece DISPONE!
Insomma non risco a riportare esattamente le parole, ma il sunto era: se ti mangi una fetta di prosciutto crudo, intanto pensa che stai spendendo un botto per una cosa non strettamente necessaria e che se anche te la puoi permettere fai una cosa fuori luogo perché devi mangiare cose "povere", se proprio non riesci a digiunare! Insomma Gesù ha digiunato 40 giorni e 40 notti, cazzo volete che sia per voi farlo almeno un venerdì? e se non lo fate attenzione ai fulmini che vi colpiranno senza pietà per la vostra ingordigia e disubbidienza.

Poi uno si chiede perché la gente non va a messa o perché ci sono sempre meno praticanti.
Finché lasciamo liberi questi qui di delirare, mi pare ovvia la risposta.

E comunque cazzo è già passato un anno e io ancora non riesco a rassegnarmi a questa perdita.

Come corollario, posso aggiungere che mia figlia si ammala in continuazione e mio marito ieri sera mi ha perfino accusata di essere "superficiale" nella gestione della sua salute.
Ora, o c'è qualcuno che seriamente è stato capace di tenermi la mano sulla testa per evitare gesti inconsulti, oppure sono arrivata a un tale livello di ZENitudine che nemmeno io so come.







lunedì, 26 gennaio 2009,11:11

 

APPELLO A CUI ADERISCO

se vi va, andate a leggere, grazie.

by MoiSimplement | categoria:tristesse, atrocitĂ  | Link | commenti (3)(popup) | commenti (3)
giovedì, 22 gennaio 2009,12:38

"mamma quando fai la tua festa invitiamo i MIEI amici?"

 

 

by MoiSimplement | categoria:cestmoi, lapeste | Link | commenti (4)(popup) | commenti (4)
mercoledì, 14 gennaio 2009,23:38
Vidigulfo, Lombardia arrived from google.it on ""Devi sapere cosa vuoi altrimenti devi prendere cosa viene"" by searching for cosa devi sapere per essere considerato intelligente?.



Credo di aver riso almeno 10 minuti.
by MoiSimplement | categoria:ma si può, cosecosì, bloggeuse | Link | commenti (4)(popup) | commenti (4)
lunedì, 12 gennaio 2009,14:51

2, 8, 10, 17, 27.

città dell'acqua.

si sa mai.

by MoiSimplement | categoria:cosecosì, parblé | Link | commenti (popup) | commenti
lunedì, 12 gennaio 2009,12:04

 

 

Non so, è un’ipotesi.
Sta di fatto che non sono mai stata così altalenante nell’umore e negli stati d’animo.
Un giorno vedo tutto nero, ma nero come la pece.
Il giorno dopo mi rendo conto che forse ci sono anche i colori chiari.
Forse è il solito vecchio problema delle aspettative fissate troppo in alto, che puntualmente vengono disattese.
Oppure il carico di tensione e stress che sono andata accumulando negli ultimi mesi, anche e soprattutto per il lavoro.
Boh.
Il punto è che io non ce la faccio più. Sono stanca, molto.
Quel che ho sempre detto agli altri, forse ora dovrei farlo io.

Prenderò in seria considerazione la cosa.

Detto questo, ho capito finalmente che uno dei modi per rilassarmi, per staccare un po’… è cucinare.
Avrei anche al proposito delle elucubrazioni psicologiche da quattro soldi, ma lascio perdere.
Però in questi ultimi periodi, complici le feste,  mi sono abbastanza sbizzarrita.
Il trend delle ultime settimane è la gallina ripiena lessata.

Che poi con quel brodo lì si fanno anche dei risotti strepitosi, per non parlar dei tortellini da urlo o le minestrine che hanno il loro perché.
Insomma, ho cucinato in continuazione…

Mi devo dare una calmata.


Anche perché se no ingrasso.

by MoiSimplement | categoria:cosecosì, cestmoi | Link | commenti (5)(popup) | commenti (5)
lunedì, 05 gennaio 2009,11:47

insomma, lo dico?
si dai lo dico. no anzi lo scrivo, perché penso invece che non lo dirò a nessuno.

ho capito che sono una cretina senza speranza.
una scema.
una povera illusa.
ma soprattutto, fondamentalmente una deficente.

non ho voluto ammetterlo mai, ma insomma è venuta l'ora.

e mo che si fa?

ci volevano queste vacanze per capirlo definitivamente e per ammetterlo con me stessa.
non lo so, ci penserò.
se una volta non mi sono voluta rassegnare e ho voluto chuidere un capitolo, nella speranza di aprirne uno nuovo e leggere il mio libro fino in fondo, adesso cosa faccio?
chiudo il libro, gli occhi e anche il cuore?

cosa ho fatto di male?
forse in una vita precedente ho commesso una colpa così grande da espiare anche in questa?

buon anno stocazzo.

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lunedì, 22 dicembre 2008,15:37

L'inizio di un incubo.

Fine ottobre o giù di lì.
"Mamma, la sciviamo sta letterina si o no?"
... "mah, amore, mi sembra un po' presto... manca ancora tanto a Natale, sai?"
"Si ma intanto io so già cosa gli devo chiedere"
..."va beh, però guarda che poi non potrai cambiare idea eh"

Risultato dopo una lotta all'ultimo sangue durata circa una settimana, la richiesta è di SOLO 4 giochi.
Gongolamento, perché non si smuoveva nemmeno con le cannonate dagli iniziali 10.

Peccato che, dando per scontato che tanto era presto e non ho cominciato subito la caccia al tesoro nei negozi e nei centri commerciali o specializzati, quello a cui teneva di più in assoluto era esaurito ovunque, persino dal fornitore stesso medesimo.
Che a dirla così sembra una cazzata.
Poi senti le mamme dell'asilo, le colleghe e le conoscenti con bimbi suppergiù di quell'età, e scopri che TUTTI indistintamente voglio quello. E che lo hanno già comprato da almeno un mese.
A metà novembre i negozianti ti ridono in faccia quando glielo vai a chiedere, come se fossi un'alieno che non vive in questo mondo e che non sappia che i giochi di natale si comprano appena si rientra dalle ferie d'agosto. Se no sei un povero sfigato, no?

Minchia, ho dovuto comprarlo online e farlo arrivare dall'Inghilterra pagandolo ovviamente almeno il 30% in più.

A volte penso davvero di essere deficente e di essermi totalmente rincoglionita e che forse non sto nemmeno facendo il suo bene.

Buon natale eh.

 

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lunedì, 22 dicembre 2008,15:19

Ma insomma è stato un periodo un po' di cacca ecco.
Anzi, di molta cacca.

Non che questa sia una discriminante per scrivere o meno sul blog, ma ci sono certi periodi in cui mi va di scrivere perché, certe cose, anche se negative, me le voglio ricordare possibilmente così come le vivo nel momento e non con le distorsioni operate dalla mente e dai ricordi; mentre in certi altri, non mi va proprio di scrivere, in primis per non tediare me stessa oltre che chi mi legge.

Non ho mai considerato questo strumento come termometro della mia "popolarità", anche se certo non ho mai nascosto che mi faccia piacere avere persone che interagiscono  con me e con certi aneddoti della mia vita, ma semplicemente un po' come una sorta di grande orecchio privato.

Tante volte mi è capitato di pensare ad alcuni di quelli che mi leggono e che mi "commentano, ai loro blog.
E ho capito che ne avevo nostalgia.
Che in fondo avevo nostalgia anche del mio, benché molto mal seguito e mal curato.

Boh.
Ci riprovo, ma non garantisco.

Ciao a tutti e ben ritrovati.

 

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mercoledì, 22 ottobre 2008,00:53

e così, non faccio più definitivamente un cazzo.

che giochino divertente però!
e pure un po' pericoloso eh, diciamolo!

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giovedì, 09 ottobre 2008,12:56

- e aggiungerei anche Bha! -

Epilogo.
E si vede che proprio non era cosa.
A far le nozze coi fichi secchi son capaci tutti.

Però a me i fichi secchi non piacciono, teneteveli pure.
Grazie, non posso dire nemmeno "è stato bello".
Essere presi per il culo per mesi, non è una bella sensazione.

Fortuna che non sono vendicativa, altrimenti un bello sputtanamento galattico non ve lo levava nessuno.
Adesso poi, è anche un attimo, attivando i social networks.


martedì, 07 ottobre 2008,15:23

Insomma ci siamo. Eh!
Pensavo succedesse un po’ più avanti, sono sempre ottimista io, e anche un po’ superficiale a ben vedere, in certe cose, ma oh.
Che cosa mi aspettavo?
Va all’asilo dall’anno scorso, sta insieme a bimbi più grandi e più piccoli di lei per quasi 8 ore al giorno.
A casa nessuno la mette sotto la campana di vetro.
Perciò doveva succedere.
E ieri, mi ha detto la prima bugia, consapevolmente.

Mi è salita la carogna, ma ho cercato di mantenere la calma e di parlarle, di farla ragionare, di metterla in condizione di capire perché certe cose non le deve fare.
Lo so che è ancora piccola, ma è già una bestia… è anarchica, è indipendente, è testarda, non molla mai, ha un carattere d’acciaio e se non si mettono subito dei paletti, di questo andazzo quando andrà in prima elementare ci sbatterà fuori di casa.

E niente, pippone di un’ora, lavaggio del cervello, strappo la promessa che non lo farà più.
Ciò nonostante, le infliggo una punizione adeguata (niente cartoni per la serata) e le dico che ho provato molto dispiacere per come si è comportata e che sono molto arrabbiata, perciò praticamente non le parlo.
Questo per lei è molto peggio delle sculacciate o delle minacce e la manda davvero in crisi.

Probabilmente disturbata da questo diverbio, dalla tensione e dalla situazione cui non è abituata, mentre stiamo camminando tranquillamente per strada mano nella mano, mi dà uno strattone e mi sfugge correndo in mezzo alla strada (pieno centro, ora di punta) alla velocità della luce.
Perdo 10 anni di vita, non so come… evito l’attacco cardiaco, cerco di non svenire dalla paura.

Non so per quale condizione astrale o allineamento favorevole dei pianeti, non passa nemmeno una macchina in quel momento.
Mi riprendo in un nanosecondo, attraverso come un fulmine anch’io, la raggiungo e vedo rosso come i tori: le do una sculacciata che la ribalta. Niente. Ride.

Non ci ho visto più. L’ho presa per il coppino, l’ho sbattuta in macchina e siamo tornate a casa: io nel mutismo più assoluto e lei che cercava in tutti i modi (ma invano) un contatto di qualsiasi tipo.
Meno male che suo padre ha fatto fronte comune e mi ha dato ragione, così lei ha trovato il classico muro di gomma e a un certo punto ha capito che non poteva fare più niente.

Non ha visto i cartoni, non ha avuto compagnia da parte nostra nei suoi giochi, ha mangiato poco e niente e l’ho spedita a letto prestissimo, senza coccole.

Già avevo un rodimento di culo che levati per sta storia… non mi piace arrabbiarmi, non mi piace la tensione, ma purtroppo con sta figlia mi sa che mi dovrò abituare… ci si mette pure mio padre al telefono, che nemmeno sa cosa è successo e sentenzia su come la educhiamo!
Datemi una molotov!
Ho dormito da cani, inutile dire in che stato psico-fisico mi trovi.

Sconfitta, perché pensavo (ingiustamente) che mia figlia non avrebbe mai mentito: ma dove vivo, cazzo? E’ una bambina, che cosa mi aspetto? La perfezione?
Devo solo pensare che sono cose normali, e che il mio ruolo è proprio quello di darle una mano, di indicarle la direzione da prendere, di fare da punto di riferimento.


Vittoria.
In compenso da 4 notti dorme, ma soprattutto si addormenta, completamente senza ciuccio e da due giorni non lo cerca nemmeno più.

(così sono salve anche le mie tette. Forse.)

Presto per cantar definitiva vittoria, ma mi pare che siamo sulla buona strada.


E comunque, anche se in ritardo di pochi giorni:

 

buon compleanno, amore mio!
io ti amo e ti voglio bene anche se ti sgrido e ti redarguisco.
Anzi, è soprattutto in quei momenti, che ti amo molto di più!
Sei una bambina stupenda sotto tutti i punti di vista e… non ti voglio perfetta, ma vera come sei e come sei sempre stata!


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martedì, 30 settembre 2008,15:22

Che questo sia un blog dei cazzi miei è chiaro a tutti, no?
Ecco allora, non ho scritto per un po' per svariati motivi: il sempre attuale "mancanza di tempo", l'evergreen "mancanza di voglia" e il trendyssimo "scaramanzia".

Essì, perché l'abbottonamento è dovuto al fatto che teoricamente dovrebbe verificarsi una bella (?) svolta a livello professionale. E allora insomma ancora non ne parlo per bene.

Però stasera vado là e, sempre teoricamente, dovrei sapere di che morte morire.

E niente.
Con l'intestino annodato, mi accingo a passare questo paio d'ore che mi separano dall'evento.

Aurevoir.

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mercoledì, 17 settembre 2008,11:15

 

sono senza parole.

CARREFOUR  DI  ASSAGO

(grazie per la dritta di Stefanone ! che ho trovato nel blog di Ehvvivi )

by MoiSimplement | categoria:tristesse, atrocitĂ , incazzositĂ  varie | Link | commenti (6)(popup) | commenti (6)
lunedì, 08 settembre 2008,12:15
Essendo entrata a far parte del club dei cecati, da questa mattina indosso un paio di splendidi occhiali Oliver neri e bianchi sciccosissimi che uso per leggere. Embè.
L'oculista sensibile, mentre mi prescriveva le lenti mi ha pure detto una cosa del tipo: "eh Signora, cosa vuole, è normale... fosse solo per un fatto anagrafico."
Eccerto, vuoi anche darmi un calcio nel culo così mi sento meglio?

E niente, allora siccome io sono un po' pignolina sugli accostamenti di colore, ho adeguato anche la capigliatura.
Ho scurito i capelli e li ho pure tagliati, che quel biondastro schiarito dal sole e dal mare faceva poco pandàn con la montatura.

Perciò, adesso, bene che vada chiunque mi veda sgrana gli occhi.

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lunedì, 01 settembre 2008,12:05

che a me quella lì che conduce mi sta antipatica, che si crede di essere?
e sa tutto lei.
con quella faccetta lì da cattivella mascherata da fatina.

che poi a me, in generale, stan pesantemente sulle balle quelli come lei.

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lunedì, 01 settembre 2008,12:01

ho realizzato mio malgrado che, appena posso e riesco a guardare un po' di tv, immancabilmente scelgo quel canale.
mi appassiono alle ricette, cerco di imparare qualche trucco, mi riprometto di provare a rifarle, penso alle possibili variazioni rispetto ai nostri gusti, pianifico mentalmente la spesa e in quale occasione provare a far questo o quello...

e poi niente, ci fosse una volta che mi ricordo qualcosa.  

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mercoledì, 27 agosto 2008,12:39

parlerebbe al telefono. A meno che non sia lei a deciderlo.
A niente valgono sotterfugi e furbizie per cercare di farle salutare, chessò, la nonna o il nonno che magari sono 3 settimane che non li vede.

Se ne fotte, bellamente, di chiunque si trovi all’altro capo del filo (si fa per dire ormai, con sti cordless o i cellulari).
Invece se è nel momento giusto, ti intima di passargli la cornetta e poi sta 10 minuti a raccontare la qualsiasi, incurante sempre di chi stia dall’altra parte, fosse anche il tecnico della caldaia.

Ma ieri mattina, che stavo qui a smadonnare in turco perché non avevo voglia e perché non sapevo da che parte cominciare a prendere in mano la situazione, squilla il telefono e mi appare sul display il numero di mia mamma.
Convinta di parlare con lei, invece sento un “Pronto! mamma?”
Sgrano gli occhi!
”Piccina?! Ma ciao amore mio! Come mai mi telefoni?”

(no veramente, non è mai successo nella storia, quindi ero proprio scioccata)
E da lì è partito un fiume in piena di parole perché doveva assolutamente dirmi che era andata col nonno ai giardini bianchi in bicicletta, ma che aveva le ruote sgonfie e allora le ha dovute gonfiare e che un bimbo maleducato non ha giocato con lei e le sue macchinine e che …..
Insomma ero lì che mi bevevo tutto come un’ebete, felice, lo posso proprio dire, di sapere che avesse sentito LEI la necessità di telefonarmi, chiedendo alla nonna di farle il numero, per condividere questi suoi momenti con me, che fisicamente non ero lì in quel momento.

Vabè, non so come rendere l’idea, ma è stato un momento di gioia pura oltre che una svolta, una evoluzione e crescita sua e del nostro rapporto.
E certe cose ti ripagano di tanti brutti o difficili momenti.


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venerdì, 01 agosto 2008,10:30

E’ stato un anno molto pesante, sotto tutti gli aspetti.
Poi, è inutile girarci intorno, credo di essere io che non sto molto bene e quindi tutto mi gira per il verso sbagliato, mi consuma molta più energia del normale e soprattutto i tempi di recupero (se di recupero si può parlare) non sono misurabili.

Per altro la mazzata che ho preso lavorativamente parlando in queste ultime due settimane mi ha veramente ridotta ai minimi termini.
Non so se si possa arrivare a definire esaurimento, ma è qualcosa di molto simile lo stato in cui mi trovo adesso.

Ieri sera, speravo di ricevere una notizia che mi permettesse di andare in ferie con almeno un capitolo chiuso, e invece mi tocca aspettare ancora almeno fino a metà agosto per sapere qualcosa di definitivo e in ogni caso la fine del mese perché questo si possa eventualmente concretizzare coi fatti. Merda. Però la tendenza sembra positiva.

Ho solo una gran voglia di andarmene via, staccare, stare con mia figlia e mio marito, lontani da tutto questo marasma e riassumere auspicabilmente sembianze quasi umane.

Da domenica prossima, così doverebbe essere. Speriamo.

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lunedì, 28 luglio 2008,15:19

ho come l'impressione di star per cadere dalla padella nella brace.
e non è una bella sensazione.
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venerdì, 25 luglio 2008,12:12


Però sono anche arrivata come si suol dire alla frutta, ma anche all’ammazzacaffè pensandoci bene.

Perché in 3 anni qui ho ingoiato più rospi vivi che in tutta la mia vita.
Perché hai voglia a giustificare qualsiasi mancanza di rispetto, per usare un eufemismo, come sfogo alla pressione cui è sottoposto via via nel corso dell’anno.
Perché non è possibile che non ci sia MAI la possibilità di un dialogo civile, di una spiegazione per le cose che succedono (e che poi ovviamente se non risolte si incancreniscono), solo perché pensa di avere il potere divino e di dover essere venerato e rispettato senza mai nemmeno essere guardato negli occhi dai suoi sottoposti.

Ebbene è da due giorni che nemmeno mi parla, non telefona, non scrive nemmeno una mail.

Mi evita fisicamente e se per caso mi incorcia nel corridoio, mi lancia razzi laser dagli occhi come se volesse incenerirmi.
E tutto solo perché mi sono permessa di rispondergli quello che andava detto in maniera civile ed educata ad una sua email, che se portassi davanti a un giudice del lavoro potrei diventare milionaria e vivere di rendita per il resto della vita.

Il suo problema è che non accetta il confronto, tanto meno il dialogo.
Un altro suo problema è che quando sa perfettamente di essere in torto, si comporta così come in questi giorni, peggio di un bambino a cui hanno portato via il giochino preferito.

Il mio problema invece è che ho sbagliato a non comportarmi così fin dall’inizio e che per il mio solito carattere dimmerda che mi ritrovo, tendo sempre ad essere comprensiva, a tollerare, a giustificare… e lascio passare.
Quindi gli altri a un certo punto danno per scontato che tanto a me va sempre bene tutto e quindi, quelli poco intelligenti, si prendono sempre di più, spostando il limite sempre un po’ più in là.
Questo è un mio enorme difetto.
E lui è uno pochissimo intelligente, da questo punto di vista.
Siccome l’altro giorno mi ha davvero ferita, ha fatto una di quelle cose gravi, che ledono la dignità, che passano il segno… non tanto per i toni che ha usato (che già quelli normalmente basterebbero, ma vabbè) quanto per ciò che le sue parole sottintendevano, tanto che ho dovuto contare fino a 1 milione e mezzo prima di rispondere, ma poi l’ho fatto.
Ed è stata una risposta da manuale.
Ha colpito nel segno.
Ed è quello che mi premeva succedesse.

Per me può anche non parlarmi più fino a che morte non ci separi, che tra l’altro vivo e dormo anche meglio.
Ora il problema è suo.



mercoledì, 23 luglio 2008,13:01

Ho letto, devo dire con orrore allo stato puro, l'articolo che c'è oggi nella home di Repubblica sulla simulazione della pena di morte via sedia elettrica con apposito manichino di lattice, quale nuova attrazione nel luna park dell'Idroscalo.

Riflettevo che forse sono io che mi pongo male o ragiono da ingenua, che non viaggio alla stessa velocità del mondo in cui vivo, ma non mi passerebbe nemmeno per l'anticamera del cervello di mettere un euro nella gettoniera per assistere a uno spettacolo del genere, figuriamoci poi a portarci un bambino.
Che pare che invece si divertano come pazzi a vederlo.
E non solo loro.

Per non parlare dell'opinabile moralità del giostraio, che gongola vantandosi di essere già rientrato dell'investimento.

Come si può pensare di considerare "divertimento", una esecuzione?
Evidentemente la legge del mercato insegna che se c'è l'offerta, esiste la domanda.

Io mi rifiuto di far parte della domanda e del punto interrogativo.
E inorridisco al pensiero di essere circondata da gente che, magari anche frequento, invece, trova la cosa assolutamente normale.
Ho paura perché stiamo pericolosamente rovinando giù per una china di cui non scorgo la fine.
Ho paura perché non voglio vivere in un mondo di persone che crescono con l'idea che veder morire qualcuno per mano del boia sia "divertente".
Ho paura perché se anche fosse una via per esorcizzare le proprie paure, è la via sbagliata.
Ho paura perché nessuno dà più il giusto valore alla vita, in generale.

*******************

apdéit del 25/7/08 - mattinata:
ho letto che hanno disposto il sequestro dell'attrezzo.
emmenomale! ci voleva tanto?
ho letto anche che hanno indagato il giostraio, che pare abbia dichiarato che se lo aspettava, col moralismo che c'è in Italia.
no, ma dico io, certa gente andrebbe presa a mazzate sulle gengive...


by MoiSimplement | categoria:tristesse, ma si può, atrocità | Link | commenti (6)(popup) | commenti (6)
mercoledì, 23 luglio 2008,10:44

Io accolgo volentieri questi appelli e nel mio piccolo cerco di diffonderli.  Se avete voglia e tempo...

Per Eluana

Per Paolo

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lunedì, 21 luglio 2008,12:07

(questa la devo proprio raccontare, ma anche per ricordare la lezione a futura memoria)


Antefatto
Allora, avevamo prenotato a febbraio la casa al mare per agosto – cosa per altro già atipica per noi, visto che ci riduciamo sempre all’ultimo momento o addirittura partiamo con la maglietta e il costume e qualcuno provvederà – perché volevamo una certa casa in un certo posto, e anche per le prime due settimane di luglio, che ci abbiamo mandato i miei e la piccola.

 

Problema

Tralasciando che già a febbraio abbiamo fatto fatica a trovare quello che volevamo, il tentativo di luglio è stato a dir poco drammatico e disastroso per la situazione zanzare: a qualsiasi ora del giorno e della notte, anche in spiaggia!!!, avevamo addosso qualcosa come 10-15 zanzare contemporaneamente.
La bambina era conciata da sbatter via, nonostante le protezioni più diverse.

Insomma un calvario e soprattutto impensabile da ripetere in agosto.

Soluzione

Chiediamo un po’ in giro ad amici e conoscenti se ci fossero soluzioni alternative, magari in posti diversi, ovviamente accontentandoci dato che ormai siamo a ridosso di agosto…
Un colpo di culo spaventoso e un amico ci propone una casa in un posto molto carino ad un prezzo irrisorio.

Corollario
La casa è del suocero di suo cugino, il quale pare abbia altri 5 o 6 appartamenti che affitta rigorosamente solo a tedeschi.
Durante la prima telefonata di “avvicinamento” già dovevamo capire che avevamo a che fare con gente strana, perché per ammettere che si trattava di lui al telefono, questo ha provato prima a negarsi e poi a rimbalzare la telefonata.
Quando ha capito chi eravamo si è scusato, ammettendo che era lui, ma che non voleva farsi beccare da quei rompiballe dei call center che chiamano sempre a tutte le ore.
E vabè.
Dopo i convenevoli di rito e le delucidazioni sulla casa, chiediamo se non è un problema prima di prenderla a occhi chiusi, di passare a dare un’occhiata.
Acconsente, dicendo però che lui è molto impegnato e che insomma il sabato è un problema, ma al limite ci manda suo genero con le chiavi.
Ci accordiamo per vederci sabato, in un certo posto a una certa ora.
Mentre siamo sull’autostrada, ci blocchiamo in coda per un incidente e malgrado fossimo partiti con un certo anticipo, ci rendiamo conto che non arriveremo mai per l’ora stabilita.

Chiamiamo per avvisare del possibile ritardo, ma per ribadire che stiamo arrivando; la figlia (più fuori ancora del padre) ci fa un cazziatone in dolby surround al telefono avvertendoci che se ritardiamo non avremo la possibilità di vedere la casa perché il padre ha il tempo contato.
Allibiti, dopo aver cercato di farla ragionare, che la cosa non dipendeva da noi e blablabla…, questa si è incazzata ancora di più e ci ha fatto capire che non avremmo nemmeno dovuto insistere per andare a vedere la casa quel giorno.
Intanto vorrei sapere chi ha insistito, al limite ci potevano dire di andare in un'altra data… in fondo ci stanno facendo un favore, mica siamo dementi che non capiamo ste cose… Comunque.

La fila finalmente diluisce, mio marito si spara a 180 km/h rischiando multa e patente, ma insomma con tutta la buona volontà arriviamo con esattamente 16 minuti di ritardo.

Il tizio non c’è.
Guardiamo bene intorno, più volte. Oh, proprio non c’è.
Lo chiamiamo al telefono, ci risponde che gli dispiaceva molto ma non ha potuto aspettarci che aveva troppi impegni e che ce l’aveva detto.
Ci dice dove si trova la casa e di andarcela a vedere dall’esterno, di più non poteva fare.
(risponde dal telefono di casa, quindi facendo 2+2, o non era nemmeno venuto oppure era andato via un minuto dopo lo scaedere dell'ora dell'appuntamento)


Ecco, fosse stato per me, lo avrei mandato affanculo direttamente insieme a tutta la sua famiglia senza pensarci nemmeno un attimo, però purtroppo essendoci di mezzo il nostro amico non ho potuto.
Un comportamento del genere è a mio avviso inqualificabile, tu sai perfettamente che stiamo arrivando da lontano e che ci dobbiamo sparare più di 250 km in andata e altrettanti in ritorno, per non parlare dei costi di autostrada/benzina/viveri… e non aspetti almeno 15/20 minuti prima di andartene?
Un imprevisto per strada può sempre capitare e se tu dai appuntamento a una persona sapendo che non potrai aspettare nemmeno quel lasso di tempo, secondo me sei da ricovero urgente.

Così oltre a non aver potuto vedere la casa all'interno, abbiamo passato una giornata di merda con un’incazzatura di quelle che a memoria non riesco a ricordare indietro nel tempo.
E oltretutto, avendo ormai dato la parola,  sta casa del cazzo ce la dobbiamo prendere anche se, per come sono fatta io, quel posto lì non mi avrebbe mai più vista nemmeno in foto.
Piuttosto me ne starei a casa mia e andrei in piscina tutti i giorni.

Insomma io non avrei mai e poi mai il coraggio di trattare delle persone così.
Nemmeno se sto facendo un favore, nemmeno se la cosa mi pesa enormemente.

Piuttosto non faccio il favore.

Non so se mi spiego.

venerdì, 11 luglio 2008,10:01

So che il fatto di non aggiornare con regolarità il blog potrebbe essere controproducente per i miei innumerevoli e appassionati lettori che, stando alle 10 regole del perfetto blogger che ho letto da qualche parte, si romperebbero i maroni/ovaie e andrebbero altrove.
E, che dire? Mi dispiace/rebbe, è ovvio.
Però vorrei anche non dovermi sentire obbligata a soddisfare aspettative (che non creo volontariamente) di chicchessia, almeno qui.

Settimana scorsa mi è successa una cosa strana forte.
E' che io non ho mai vinto niente in vita mia, di consistente intendo, se si escludono circa 12.000 lire al lotto e mi pare altre 10 o 11 mila lire al superenalotto per un 3 – la valuta delle vincite la dice lunga sulla mia passione per le scommesse – tuttavia, è successo.
Piuttosto scazzatamente, ho accettato l’invito a un happy hour con intrattenimento vario da parte dell’agenzia di viaggi che utilizziamo in ufficio.
Annoiatamente, cercavo di non sbadigliare troppo mentre ero spalmata sul divanetto insieme a due colleghe con le quali assistevamo (attonite) ai numeri più o meno improvvisati di danza del ventre, magia e balletti con drag queen, tra una estrazione di premi e l’altra.
7 i premi ad estrazione previsti da programma.
Robe tipo autonoleggio di una panda a manovella per un weekend, una notte in un albergo figo a Firenze, due notti in un albero figo sup. a roma, due notti in un albergo figo lusso in località a scelta in Italia e via così.

Tant’è che è stato solo alla terza gomitata nel costato da parte della mia collega che ho realizzato che avevano estratto il mio numerino e che si trattava del primo premio!
Ohporcauacca! Trattavasi di soggiorno di quattro giorni in struttura supermegafighissimasuperlusso nel nord della sardegna, per due persone…
ma insomma, ancora non ci credo. Eppure.

 

Che poi a sto aperitivo del menga ci sono potuta andare perché la peste è al mare coi nonni e torna domani, altrimenti la vedevo dura.
E comunque, nonostante il fatto che siamo andati là nei weekend a trovarla e che in fondo stia per tornare, sento la mancanza di quella piccola belva come non mai.
Anelavo da tempo a questi 15 giorni per trovare un po’ di pace e di relax almeno la sera tornando a casa, per stare un po’ di più con mio marito, poter parlare con un po’ di calma e riuscire a finire una frase di senso compiuto, per fare tutte quelle cose che normalmente con lei non riesco a fare, per dormire di più.
Ma insomma mi sento come mutilata se non ce l’ho intorno che mi fracassa le palle, mi sento spersa, spaesata.
Sembriamo due deficienti, la sera, mentre ceniamo e parliamo di lei.
Rincoglionimento genitoriale precoce ancorché senile.

Tra l’altro settimana prossima mi sa che si compie anche il mio prossimo futuro dal punto di vista lavorativo.
Non mi vorrei sbilanciare, ma insomma sarebbe la chiacchierata finale col megaboss e non esistono altri candidati.
E allora, visto il momento, ho deciso di rifiutare l’invito per ieri sera.

Avrei dovuto andare all’inaugurazione di una mostra all’interno dei nuovi uffici della società per cui ho lavorato in passato diversi anni, ma siccome che quella in cui starei per andare ne  è praticamente la diretta concorrente (e, si sa, in questo ambiente non amano avere potenziali concorrenti in mezzo ai piedi), nonché praticamente una specie di succursale strapiena di persone che prima lavoravano nell’altra insieme a me… insomma ecco, anche se mi avrebbe fatto davvero molto piacere andarci e rivedere qualcuno, ho preferito evitare l’eventuale “incidente diplomatico”.

In effetti ho fatto anche bene perché tra tutti i cazzi e i mazzi e le minghiassorete varie, questa settimana il figlio di mio marito ha pensato bene che era giunto il momento di venire a trovare suo padre, dopo ormai più di un anno che non se lo filava nemmeno dipinto.
Ma non perché abbia  avvertito impellente la necessità di rivedere lui ed eventualmente la sua sorellastrina, quanto perché gli faceva molto comodo trovare un punto d’appoggio aggratis prima di partire domenica per un paese mediorientale, dove farà uno stage universitario.
Caro ragazzo eh, ma un filino opportunista.
E quindi, visto che il suo papà, facendo il mestiere che fa, almeno un paio di volete all’anno è coinvolto in prima persona in quelle riunioni globalitotali dove chiamano a raccolta tutti i clienti, li portano a cena, li fanno dormire e il giorno dopo li rinchiudono in una sala riunioni e li martellano con presentazioni e pipponi a non finire, ecco quindi dicevo questa è una delle due volte l'anno e la riunione è proprio tra oggi e domani; perciò il bambino me lo sono dovuto/devo sciropparmelo io (che diciamolo, potevo avere un paio di serate libere per farmi gli stracazzissimi miei una volta tanto e invece ciccia anche stavolta).

Mi pare di non avere nulla da aggiungere adesso.

Casomai se mi venisse in mente qualcos’altro, aggiungo.

by MoiSimplement | categoria:famiglia, evviva, ma si può, cosecosì, cestmoi, travail | Link | commenti (6)(popup) | commenti (6)
mercoledì, 18 giugno 2008,12:24
... che magari oggi incominciano ad asciugarmisi i funghi che mi erano cresciuti addosso.
dopo un mese e forse più di pioggia ininterrotta, spunta un barlume di sole.
sono commossa.
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