Non sono vendicativa né invidiosa e non mi piace affatto godere delle sfighe degli altri o ridere quando sento pettegolezzi di questo tipo.
Insomma sto a disagio.
Perché anch’io ho passato i miei bei periodi bui e so cosa si prova quando ci si trova in mezzo, specialmente quando non dipende da te e poco o nulla puoi contro la sfiga, che già di tuo hai poche forze… figuriamoci.
Però dai, dopo la doverosa premessa politicallycorrect, lo ammetto, ci ho goduto troppo.
Finalmente l’hanno fatta fuori, quella stronza merdaccia spocchiosa ignorante superficiale e presuntuosa.
Parlo della EX (eheheh!) amministratora delegata e direttora generala di un ben noto istituto di ricerche di mercato, molto conosciuto in Italia e parte di un grosso gruppo internazionale, dove io ho avuto la sfortuna di lavorare in passato per poco meno di 1 anno.
Dico sfortuna in verità solo ed esclusivamente a causa sua, perché invece mi sarebbe piaciuto molto continuare lì e farmi un’esperienza di quel tipo, imparare anche in quel campo e non ultimo avrei avuto alcune ottime persone come colleghi/e, sia sotto l’aspetto professionale che umano.
Non mi dilungo, ma la tipa (non essendone all'altezza né degna) dirigeva l'istituto in maniera ignobile.
Era però molto abile a scegliersi i collaboratori, sui quali ovviamente scaricava l’impossibile, perché la sua unica, vera e inconfutabile dote consisteva meramente nel pettegolezzo cattivo, nel taglia e cuci, nel mettere in cattiva luce e in difficoltà le persone divertendosi.
Per altro, nei momenti in cui si degnava di stare in ufficio, amava che fuori dalla sua porta stazionasse stabilmente la fila di leccaculi che a turno attendevano pazientemente di fare il loro dovere quotidiano e lei, svaccata volgarissimamente sulla sua poltrona di similpelle, chiacchierava e rideva sguaiatamente con i suoi più fedeli accoliti.
Il tempo che passava fuori ufficio lo divideva tra estetista, parrucchiere, palestra e shopping selvaggio.
E questo mi lasciava comunque perplessa perché riusciva a risultare sempre sporca (capelli unti, macchie, odori strani, robe così….)
Inutile sottolineare che fosse anche una cozza fisicamente, oltretutto antipatica.
E' superfluo specificare che era anche una caprona ignorante.
Nonostante tutta questa descrizione di disistima, non riesco ad esprimere ancora appieno il mio disprezzo per questa persona.
Non abbiamo mai avuto alcun feeling, direi sin dal colloquio di assunzione.
Non ho mai sopportato in vita mia i tipi come lei né come quelli che le stavano al culo, figuriamoci in un ambiente di lavoro.
Pertanto mi sono sempre fatta gli affari miei, sgobbando come mia abitudine, senza perdermi in chiacchiere o convenevoli (cosa che non mi ha mai perdonato).
Siccome non riusciva ad ottenere il controllo su di me con i suoi metodi da stronza, non riusciva mai a strapparmi un commento, un pettegolezzo, una parola che non fosse strettamente riferita alla mia attività professionale, siccome non mi vedeva mai nel suo ufficio se non quando mi ci convocava espressamente… a un certo punto ha sbroccato e ha cominciato a prendermi di mira: per me è stata la fine.
Tanto ha fatto e tanto ha forcato che attraverso il suo esercito di ominicchi e donnicchie, dapprima mi ha creato intorno il vuoto per poi mettermi in una condizione veramente insostenibile e intollerabile.
In altro momento della vita, probabilmente non avrei aspettato altro per divertirmi a mia volta.
Sfortunatamente però, ero in un periodo in cui provenivo dal fallimento più grande della mia vita (un matrimonio naufragato) seguito da una sfiga svizzera dal punto di vista professionale (due società per le quali ho lavorato che in successione hanno chiuso l’attività) e culminato con un aborto spontaneo.
Insomma ero davvero ridotta male, ero emotivamente a pezzi e non avevo forza né fisica né psichica per affrontare anche questo.
Nonostante non avessi alternative valide in quel momento, ho dato le dimissioni e mi sono finalmente liberata di un peso enorme.
Ho provato tanta rabbia e frustrazione. Ho provato desiderio di vendetta e di rivalsa.
Sentimenti che non conoscevo e che non mi appartenevano.
Non pensavo che certe persone potessero fare tanto male, che riuscissero a intaccare così profondamente la dignità.
Sono stata molto male per tanto tempo, non riuscivo a riprendermi da questo colpo, più che altro perché non accettavo l’ingiustizia.
Non riuscivo a concepire che gente come lei potesse sedere su certe poltrone e avere potere e strumenti, ma non le capacità professionali né le caratteristiche personali per.
Mi sono sempre chiesta come avesse fatto ad arrivare fino lì, anche se la la domanda era ovviamente retorica.
Bè insomma, tornando a bomba dopo lo sfogone… stamattina stavo facendo una ricerca in Internet per tutt’altro motivo e, con mia enorme sorpresa e immediatamente dopo strabordante soddisfazione, ho visto un altro nome al suo posto.
Oh bella, mi son detta… spetta un attimo che vado ad approfondire un po’…
Apro il sito e constato che è stata rivista tutta la struttura e buona parte del management… Sono andata a leggermi un po’ di news e di articoli qua e là, minchia quante cazzate che è riuscita a fare, per altro vantandosene.
Ma tutti i nodi vengono al pettine, diceva la mia nonna. Eggià.
Finché ne fa una troppo grossa.
Finché evidentemente anche i grandi capi all’estero se ne sono accorti.
Finché non ha più potuto manipolare numeri, bilanci e persone per coprire la sua ignavia.
Segata. E malamente.
(non ci potevo credere, si legge persino che manda un certificato medico per malattia nel momento della bagarre... in un articolo! ma che sputtanamento... )
Te lo meritavi, brutta stronza.
E adesso vorrei che tu potessi anche solo provare un decimo di quello che ho passato io.
Non sono solita augurare il male.
Ma la gente come te dovrebbe capire qualche volta nella vita come si sta al mondo.