giovedì, 30 agosto 2007,17:37

Nel senso che non è che ho solo assemblato i pezzi e li ho messi in forno, eh no.
Nell'ordine:
1) venerdì sono andata dal macellaio (non al supermercato) e ho comperato 4 etti per tipo di carne di manzo, vitello e maiale di quella buona e l'ho fatta macinare a lui; poi ho comprato anche la salsiccia fresca.
2) sabato ho fatto il ragù con quella carne e quella salsiccia con annessi e connessi (tipo il soffritto con carote, sedano, cipolla, -tritati con le mie manine- aglio, olio di oliva extravergine e burro; il bicchiere di vino, la passata di pomodoro bbbuona) ed è modestamente venuto da urlo (quello che si lancia con una punta di isterìa).
3) domenica ho impastato farina, uova, spinaci passati in padella e poi tritati finemente, sale. ho trasformato il tutto in una palla di pasta verde perfetta e poi ho tirato la sfoglia.
4) ho fatto la besciamella con burro, farina, latte, sale e noce moscata.
5) ho grattuggiato il parmigiano.
6) ho scottato le lasagne nell'acqua bollente e fatte asciugare sui canovacci di tela
7) man mano che raffreddavano, facevo i miei begli strati dentro il teglione alternando pasta, ragù, parmigiano e besciamella.
8) ne sono uscite due di teglie, una l'ho congelata.
9) ho congelato anche le lasagne che penso mi basteranno per altre 5 o 6 teglie.
10) la sfoglia avanzata è stata trasformata in tagliatelle, magnate lìperlì per assaggiare il ragù.
11) alla sera mio marito ha chiamato l'ambulanza perché io volevo morire dalla stanchezza.

Minchia ma mia nonna faceva tutto ciò in massimo due ore e poi aveva energia anche per lavare 10 lenzuola a mano, stenderle, stirarle e rifare i letti.

Non ci sono più le donne di una volta.

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lunedì, 27 agosto 2007,18:23
Primo giorno di lavoro dopo dicasi ben 3 settimane di ferie.
Mica pizza e fichi.

Che uno dice "mica ti lamenterai, no?"
No, figuriamoci. C'è anche gente che non le può nemmeno fare le ferie, perciò....
Però una cosa la vorrei dire, se mi si consente (mi si è appena posata una zanzara sul lato destro del monitor!... c'entra niente ma l'ho vista e l'ho scritto.) e cioè che porcaccialamiseriacciazozza il sole l'avrò visto si e no 4 o 5 giorni in tutto.

Poi stranamente gli altri anni, quando arrivavo all'ultimo giorno prima di riprendere a lavorare, mi sentivo quasi a disagio, un po' depressa, anche un po' sgomenta all'idea di ripiombare in una routine di pesantezza non indifferente. Mi alzavo la mattina già con due metri di piva.

Quest'anno invece non dico che avessi voglia di rientrare, ma l'idea non mi schifava ecco.
Forse avevo già un presagio, o almeno una forte sensazione, che le cose non si dovessero mettere poi male. E infatti.

Mi ha finalmente detto di si: SI FA IL PART-TIME!!!! (e qui ci starebbe bene un balletto di contentezza, ma ancora non sono così tecnologicamente addicted e avanzata da inserire diavolerie strane.)

Insomma son contenta perché finalmente potrò avere una qualità della vita migliore.
Potrò andare a prendere la mia cucciolina all'asilo e godermela un po' di più.
Potrò pensare di fare anche qualcosa d'altro nel mio tempo, invece di stare 10 ore in ufficio ogni giorno.
Insomma mi sembra una svolta epocale.
Per come ero prima, non mi sarebbe nemmeno passato lontanamente nel cervello di chiedere una riduzione di orario di lavoro, mi sarei sentita in colpa. E invece.

Ma la cosa che più mi sconvolge è l'atteggiamento del mio capo: la frase di stamattina mi ha quasi commossa.
E son scema lo so, ma sentirmi dire "non ti voglio proprio perdere, per cui non ho alternative, dimmi da quando vuoi cominciare a uscire alle 4..." mi ha davvero toccata.
Perché conoscendolo, non avrei mai detto che si sarebbe lasciato andare a certi commenti.
Mi sa che sotto sotto e nonostante tutto, ci stimiamo profondamente in modo reciproco.
E io di questa cosa non mi dimenticherò mai.
E' già la seconda azione importante che fa nei miei confronti: la prima la fece assumendomi, perché quando mi presentai qui, le mie condizioni personali e professionali erano assai diverse.
Ma lui decise di fidarsi e del suo istinto e di me.
Credo che non se ne sia pentito, alla luce dei fatti.
Sembrerò un po' melodrmmatica, ma credo che gli sarò riconoscente di tutto questo per sempre.
O forse già lo sa.

Ora, tirando la riga e facendo le somme: qualcosa sta andando finalmente per il verso giusto.

Appena risolta definitivamente e ufficialmente questa faccenda, devo pensare a come sistemare le cose col genitore maschile.
E qui, saranno belli grossi e parecchio nodosi.
Vedremo.

Poi c'è ancora aperta la questione salute (mia).
Un passo alla volta nè.

Ecco.

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venerdì, 03 agosto 2007,17:30

je vais et je vien
entre tes reins
je vais et je vien
entre tes reins
et je me retien


 



no, è che parto per qualche giorno.
di meritato riposo.
repos.
vacance.

au revoir.

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venerdì, 03 agosto 2007,10:30

Leggo diversi blog, molti di più di quelli che ho tra i miei link qui di fianco.
A volte ammiro davvero tanto le persone che scrivono come vorrei saper fare io, cioè in modo semplice e diretto, ma allo stesso tempo che sanno suscitare emozioni forti e vive, immagini nitide che rimandano anche ai sapori e agli odori; o quelli che sanno scrivere con spirito ed ironia, che sanno rendere leggere anche le cose più serie e pesanti.
Ammiro la varietà di argomenti.
Ammiro la costanza.
Ammiro la noncuranza e la modestia, la mancanza di ansia da prestazione, la tranquillità e la sicurezza che alcune di queste raccolte sanno trasmettere.
Mi piace sapere che posso trovare anche informazioni e notizie che difficilmente sarebbero riportate sui giornali ufficiali, o attraverso la tv e i tg.

A ben guardare, ci si potrebbero passare le giornate o le nottate intere.
Se penso che nemmeno fino a un anno fa tutto ciò per me non esisteva, o meglio… ne avevo solo una vaga e confusa percezione…

E poi, chissà perché, a volte mi bastano anche solo 3 righe di un post, magari buttato giù per caso, per affezionarmi al blog e di riflesso a chi lo scrive. Per poi seguirlo magari tutti i giorni, non capendone mai pienamente il motivo.

E, di contro, mi capita di aprirne altri che non riesco nemmeno a guardare, che mi innervosiscono all’istante, che mi spingono a cliccare il tasto back del browser senza pensarci un attimo.
(non tutti, ma…) Quelli a sfondo scuro/nero, pieni di figure con angeli/figure a metà tra animali e uomini o banner glitterati intermittenti, quelli che sono pieni di k, di nn, di xò, di lettere maiuscole e minuscole nella stessa parola… quelli pieni di copia&incolla insulsi, quelli pieni di poesie messe lì solo per fare bella figura, quelli pieni di citazioni acculturate e basta, quelli che contestano tutto e tutti e che criticano tutto e tutti senza offrire soluzioni o alternative.


Ci sono spazi molto belli, originali, particolari.
Ci sono spazi di espressione che molto probabilmente non avrebbero avuto altro modo di esistere.

Io stessa, che nulla di particolarmente degno ho da offrire se non ricordi e pensieri alla mia futura memoria, non avrei mai comprato un moleskine per scriverci dentro queste cose.
Si è vero, ti esponi. Ma poi fino a un certo punto.
Saranno comunque pochi quelli che alla fine ti seguono e si affezionano. Tutti gli altri passano e vanno e fra 10 secondi non si ricorderanno nemmeno cosa hanno letto di te.
Ma questo è un mezzo fantastico che ti permette di custodire molto comodamente tutto ciò che la tua mente non può contenere a lungo andare, per questioni spazio/temporali.

Se leggo le cose che ho scritto due anni fa (mica eoni), rimango sorpresa.

Ma sono io?

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giovedì, 02 agosto 2007,18:10

 

Spero la Codella non si offenda o se ne abbia a male, ma non potevo lasciarmi scappare questa chicca.

Messaggio N°9
29-06-2007 - 21:19
 

C'era una volta un papà.
Uno qualsiasi, tanto più o meno si somigliano tra loro secondo la generazione d'appartenenza. Un papà è quella persona che quando si accorge di te, sei già alle prese con la pensione. La tua.
 
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