martedì, 22 gennaio 2008,22:50
Mi è capitato altre volte di non festeggiare, diciamo "canonicamente", il compleanno.
E poi, a ben vedere, non è che me ne sia mai importato più di tanto.
Più che a me, fa piacere agli altri festeggiare e allora si fa.

Però. Però stasera.
E' strana.
Lui è all'estero per lavoro.
La cucciola è a nanna, ronfa da un po'. Per fortuna.
I miei, invecchiano, decisamente. Una volta non ci avrebbero pensato nemmeno mezzo secondo, non mi avrebbero lasciato finire nemmeno la frase che sarebbero già stati in macchina per venir qua o uscire per la pizza. Ma stasera no. Il cretino domani ha una visita al cuore, un esame strano di cui ovviamente non vuol parlare, e quindi si caga in mano e non vuole che io lo veda così. Quindi è stanco, si farà per sabato eh. Si si, va bene, tranquilli, no problem.

Ho fatto il sugo, che probabilmente domani sera si ferma a cena Stefania.
Ho fatto zapping... non c'è un tubo da vedere di leggero. Ballarò stasera no peppiascere che non ce la posso fare.
Ho in programma la doccia e lo shampo, successivamente un po' di lettura sotto il piumino.
Poi mi viene lo sgurz e accendo il piccì.

Insomma cose che si solito a quest'ora non faccio, per svariati motivi.
Nessuno che mi ricorda che è tardi e domani bisogna alzarsi presto.

Cioè ho del tempo tutto per me. Incredibile.

Adesso mi apro un vinello bianco fresco e vaffanculo al mondo.
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martedì, 22 gennaio 2008,11:45

ho sempre pensato che se ci fossi arrivata, avrei voluto questa colonna sonora per questa giornata

http://it.youtube.com/watch?v=FlV9BVMET28&feature=related



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mercoledì, 16 gennaio 2008,14:42

C'è qualcosa che ti piacerebbe avere per il tuo compleanno?

Ma no, guarda. Non ho bisogno di nulla, davvero. E poi, inter nos, non è che mi vada poi più di tanto festeggiare i compleanni, che ogni anno che passa adesso è come una pietra.

Oh madama l'entusiasmo! Ma dai, pensaci! E poi, ci sono anche i saldi adesso, dai... puoi sbizzarrirti.

No, dai. Sul serio. Non mi serve nulla.

Vabè, ho capito. Però se poi ti arriva qualcosa che non ti piace non te la prendere eh.


Dialogo tra me e mio marito di qualche giorno fa.
Un non meglio identificato pomeriggio di qualche giorno fa, mia mamma è andata all'asilo a prendere la peste e l’ha rapita fino al giorno dopo.
Libertà! Evvai!
Mi precipito fuori dall'ufficio senza l'angoscia di dover correre a casa... nessun impegno fino all'ora di cena... spetta che mi fermo un attimo al carfùr che dò un'occhiatina alle vetrine va... giusto per vedere che non voglio comprare niente.

Ora posseggo:
- 1 paio di anfibi che lumavo da due anni ed erano esattamente quelli di quella marca lì che mi guardavano dalla vetrina, ammiccando. Mica potevo lasciarli lì no?
- 1 miniabito di lana nero, scollatura sfacciata
- 1 paio di jeans bellissimi, con dei profilini strani sulle tasche, stupenderrimi
- 2 cardiganS: 1 nero incrociato di mohair con una lavorazione a pizzo superfichissimo, l’altro più sportivo e più pesante.
- 2 paia di collant un po’ vistosi, che spezzeranno la continuità del nero degli anfibi col miniabito e daranno un tocco di colore (**) .


Senti, volevo ringraziarti per il regalo di compleanno eh… sei stato veramente carino!

Eh? Ma se non ti ho ancora preso niente?!?!

Questo lo dici tu….



(**) lo so da me che compiendo un numero X  (basso, nè)  di anni dopo i 40 quest'abbigliamento non si addice, però obiettivamente ciò ancora un fisico che lo permette. approfitto finché posso.

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martedì, 08 gennaio 2008,12:57

Niente, è che ieri mi sentivo qualche cosa dentro.
Nulla di più di una sensazione di disagio, di fastidio pungente, lo dico? quasi di presagio... ma era tutto così vago, così confuso.

Mi esce quella roba sull'anno sabbatico, sul fare ciò che si desidera e che si sente dentro, il tempo che passa e altre minchiate sonore... la scrivo.
Non mi sento meglio, ma l'ho tirata fuori.

Poi mi squilla il cellulare e Stefania piangendo mi dice che è morto suo marito.
Incidente sul lavoro.
E' rimasto schiacciato tra la motrice e il rimorchio del camion mentre faceva la manovra di sgancio per scaricare.
Gelata.

Stefania è ucraina, ha trentanni e un cucciolo di cinque.
Non ha più i suoi genitori.
Ha due sorelle che vivono in Italia, ma con le quali non ha rapporti stretti.
Non ha più nessuno al suo Paese.
Non ha un lavoro.

Ma soprattutto, non ha più suo marito. 

E' da ieri pomeriggio che non riesco a pensare ad altro e mi viene solo da piangere.
Stamattina l'ho incontrata all'asilo, nonostante tutto, ha accompagnato il suo bimbo come gli altri giorni.
Mi ha abbracciata forte e ha pianto, non so per quanto tempo.
Con lui che guardava completamente smarrito.
E' stata una cosa straziante.

Sto pensando a come poterla aiutare, dopo, quando dovrà tirare su la testa e cominciare a vivere, da sola.
Mica è facile, ma ci devo provare.


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lunedì, 07 gennaio 2008,15:40

Sarà che con l’età mi rincoglionisco?
Sarà che nella testa mi passano cose diverse, adesso.
Sarà che mi rendo più conto dei cambiamenti non cercati, non perseguiti, che inevitabilmente investono le persone e le loro vite.
Sarà che, nonostante io sia sempre in ottovolante nel punto del giro della morte, mi fermo di più a pensare, un po’ su tutto.
Sarà anche che senti che il tempo un po’ ti sfugge di mano e che ti mancano un sacco di cose da fare, che sulla lista che avevi compilato non ci sono ancora abbastanza spuntature.
Sarà che ho passato queste vacanze (poche) di natale in un’atmosfera di pacata tranquillità, in armonia con persone e mondo, progettando di fare mille cose in casa e fuori che poi invece non ho fatto una cippa…

dicevo che ci penso, ma tanto non si può.

 

Purtroppo alla lotteria non vinco, anche perché non mi ricordo mai di comprare i biglietti; al superenalotto tanto meno, anche perché bisognerebbe giocarci.

Però non mi dispiacerebbe fare un anno sabbatico a casa.
A fare altro.
A prendere del tempo.
A realizzare un po’ di progetti.

Porca uacca.

 


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mercoledì, 02 gennaio 2008,09:24


(quasi) finite le feste, e meno male, si riprende la solita vitaccia.
innanzitutto grazie, davvero.

e poi, un augurio piccolino e discreto a tutti coloro passano di qua perché questo anno a venire vi porti qualcosa di bello, qualcosa che desiderate davvero in fondo al cuore.

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