lunedì, 28 luglio 2008,15:19

ho come l'impressione di star per cadere dalla padella nella brace.
e non è una bella sensazione.
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venerdì, 25 luglio 2008,12:12


Però sono anche arrivata come si suol dire alla frutta, ma anche all’ammazzacaffè pensandoci bene.

Perché in 3 anni qui ho ingoiato più rospi vivi che in tutta la mia vita.
Perché hai voglia a giustificare qualsiasi mancanza di rispetto, per usare un eufemismo, come sfogo alla pressione cui è sottoposto via via nel corso dell’anno.
Perché non è possibile che non ci sia MAI la possibilità di un dialogo civile, di una spiegazione per le cose che succedono (e che poi ovviamente se non risolte si incancreniscono), solo perché pensa di avere il potere divino e di dover essere venerato e rispettato senza mai nemmeno essere guardato negli occhi dai suoi sottoposti.

Ebbene è da due giorni che nemmeno mi parla, non telefona, non scrive nemmeno una mail.

Mi evita fisicamente e se per caso mi incorcia nel corridoio, mi lancia razzi laser dagli occhi come se volesse incenerirmi.
E tutto solo perché mi sono permessa di rispondergli quello che andava detto in maniera civile ed educata ad una sua email, che se portassi davanti a un giudice del lavoro potrei diventare milionaria e vivere di rendita per il resto della vita.

Il suo problema è che non accetta il confronto, tanto meno il dialogo.
Un altro suo problema è che quando sa perfettamente di essere in torto, si comporta così come in questi giorni, peggio di un bambino a cui hanno portato via il giochino preferito.

Il mio problema invece è che ho sbagliato a non comportarmi così fin dall’inizio e che per il mio solito carattere dimmerda che mi ritrovo, tendo sempre ad essere comprensiva, a tollerare, a giustificare… e lascio passare.
Quindi gli altri a un certo punto danno per scontato che tanto a me va sempre bene tutto e quindi, quelli poco intelligenti, si prendono sempre di più, spostando il limite sempre un po’ più in là.
Questo è un mio enorme difetto.
E lui è uno pochissimo intelligente, da questo punto di vista.
Siccome l’altro giorno mi ha davvero ferita, ha fatto una di quelle cose gravi, che ledono la dignità, che passano il segno… non tanto per i toni che ha usato (che già quelli normalmente basterebbero, ma vabbè) quanto per ciò che le sue parole sottintendevano, tanto che ho dovuto contare fino a 1 milione e mezzo prima di rispondere, ma poi l’ho fatto.
Ed è stata una risposta da manuale.
Ha colpito nel segno.
Ed è quello che mi premeva succedesse.

Per me può anche non parlarmi più fino a che morte non ci separi, che tra l’altro vivo e dormo anche meglio.
Ora il problema è suo.



mercoledì, 23 luglio 2008,13:01

Ho letto, devo dire con orrore allo stato puro, l'articolo che c'è oggi nella home di Repubblica sulla simulazione della pena di morte via sedia elettrica con apposito manichino di lattice, quale nuova attrazione nel luna park dell'Idroscalo.

Riflettevo che forse sono io che mi pongo male o ragiono da ingenua, che non viaggio alla stessa velocità del mondo in cui vivo, ma non mi passerebbe nemmeno per l'anticamera del cervello di mettere un euro nella gettoniera per assistere a uno spettacolo del genere, figuriamoci poi a portarci un bambino.
Che pare che invece si divertano come pazzi a vederlo.
E non solo loro.

Per non parlare dell'opinabile moralità del giostraio, che gongola vantandosi di essere già rientrato dell'investimento.

Come si può pensare di considerare "divertimento", una esecuzione?
Evidentemente la legge del mercato insegna che se c'è l'offerta, esiste la domanda.

Io mi rifiuto di far parte della domanda e del punto interrogativo.
E inorridisco al pensiero di essere circondata da gente che, magari anche frequento, invece, trova la cosa assolutamente normale.
Ho paura perché stiamo pericolosamente rovinando giù per una china di cui non scorgo la fine.
Ho paura perché non voglio vivere in un mondo di persone che crescono con l'idea che veder morire qualcuno per mano del boia sia "divertente".
Ho paura perché se anche fosse una via per esorcizzare le proprie paure, è la via sbagliata.
Ho paura perché nessuno dà più il giusto valore alla vita, in generale.

*******************

apdéit del 25/7/08 - mattinata:
ho letto che hanno disposto il sequestro dell'attrezzo.
emmenomale! ci voleva tanto?
ho letto anche che hanno indagato il giostraio, che pare abbia dichiarato che se lo aspettava, col moralismo che c'è in Italia.
no, ma dico io, certa gente andrebbe presa a mazzate sulle gengive...


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mercoledì, 23 luglio 2008,10:44

Io accolgo volentieri questi appelli e nel mio piccolo cerco di diffonderli.  Se avete voglia e tempo...

Per Eluana

Per Paolo

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lunedì, 21 luglio 2008,12:07

(questa la devo proprio raccontare, ma anche per ricordare la lezione a futura memoria)


Antefatto
Allora, avevamo prenotato a febbraio la casa al mare per agosto – cosa per altro già atipica per noi, visto che ci riduciamo sempre all’ultimo momento o addirittura partiamo con la maglietta e il costume e qualcuno provvederà – perché volevamo una certa casa in un certo posto, e anche per le prime due settimane di luglio, che ci abbiamo mandato i miei e la piccola.

 

Problema

Tralasciando che già a febbraio abbiamo fatto fatica a trovare quello che volevamo, il tentativo di luglio è stato a dir poco drammatico e disastroso per la situazione zanzare: a qualsiasi ora del giorno e della notte, anche in spiaggia!!!, avevamo addosso qualcosa come 10-15 zanzare contemporaneamente.
La bambina era conciata da sbatter via, nonostante le protezioni più diverse.

Insomma un calvario e soprattutto impensabile da ripetere in agosto.

Soluzione

Chiediamo un po’ in giro ad amici e conoscenti se ci fossero soluzioni alternative, magari in posti diversi, ovviamente accontentandoci dato che ormai siamo a ridosso di agosto…
Un colpo di culo spaventoso e un amico ci propone una casa in un posto molto carino ad un prezzo irrisorio.

Corollario
La casa è del suocero di suo cugino, il quale pare abbia altri 5 o 6 appartamenti che affitta rigorosamente solo a tedeschi.
Durante la prima telefonata di “avvicinamento” già dovevamo capire che avevamo a che fare con gente strana, perché per ammettere che si trattava di lui al telefono, questo ha provato prima a negarsi e poi a rimbalzare la telefonata.
Quando ha capito chi eravamo si è scusato, ammettendo che era lui, ma che non voleva farsi beccare da quei rompiballe dei call center che chiamano sempre a tutte le ore.
E vabè.
Dopo i convenevoli di rito e le delucidazioni sulla casa, chiediamo se non è un problema prima di prenderla a occhi chiusi, di passare a dare un’occhiata.
Acconsente, dicendo però che lui è molto impegnato e che insomma il sabato è un problema, ma al limite ci manda suo genero con le chiavi.
Ci accordiamo per vederci sabato, in un certo posto a una certa ora.
Mentre siamo sull’autostrada, ci blocchiamo in coda per un incidente e malgrado fossimo partiti con un certo anticipo, ci rendiamo conto che non arriveremo mai per l’ora stabilita.

Chiamiamo per avvisare del possibile ritardo, ma per ribadire che stiamo arrivando; la figlia (più fuori ancora del padre) ci fa un cazziatone in dolby surround al telefono avvertendoci che se ritardiamo non avremo la possibilità di vedere la casa perché il padre ha il tempo contato.
Allibiti, dopo aver cercato di farla ragionare, che la cosa non dipendeva da noi e blablabla…, questa si è incazzata ancora di più e ci ha fatto capire che non avremmo nemmeno dovuto insistere per andare a vedere la casa quel giorno.
Intanto vorrei sapere chi ha insistito, al limite ci potevano dire di andare in un'altra data… in fondo ci stanno facendo un favore, mica siamo dementi che non capiamo ste cose… Comunque.

La fila finalmente diluisce, mio marito si spara a 180 km/h rischiando multa e patente, ma insomma con tutta la buona volontà arriviamo con esattamente 16 minuti di ritardo.

Il tizio non c’è.
Guardiamo bene intorno, più volte. Oh, proprio non c’è.
Lo chiamiamo al telefono, ci risponde che gli dispiaceva molto ma non ha potuto aspettarci che aveva troppi impegni e che ce l’aveva detto.
Ci dice dove si trova la casa e di andarcela a vedere dall’esterno, di più non poteva fare.
(risponde dal telefono di casa, quindi facendo 2+2, o non era nemmeno venuto oppure era andato via un minuto dopo lo scaedere dell'ora dell'appuntamento)


Ecco, fosse stato per me, lo avrei mandato affanculo direttamente insieme a tutta la sua famiglia senza pensarci nemmeno un attimo, però purtroppo essendoci di mezzo il nostro amico non ho potuto.
Un comportamento del genere è a mio avviso inqualificabile, tu sai perfettamente che stiamo arrivando da lontano e che ci dobbiamo sparare più di 250 km in andata e altrettanti in ritorno, per non parlare dei costi di autostrada/benzina/viveri… e non aspetti almeno 15/20 minuti prima di andartene?
Un imprevisto per strada può sempre capitare e se tu dai appuntamento a una persona sapendo che non potrai aspettare nemmeno quel lasso di tempo, secondo me sei da ricovero urgente.

Così oltre a non aver potuto vedere la casa all'interno, abbiamo passato una giornata di merda con un’incazzatura di quelle che a memoria non riesco a ricordare indietro nel tempo.
E oltretutto, avendo ormai dato la parola,  sta casa del cazzo ce la dobbiamo prendere anche se, per come sono fatta io, quel posto lì non mi avrebbe mai più vista nemmeno in foto.
Piuttosto me ne starei a casa mia e andrei in piscina tutti i giorni.

Insomma io non avrei mai e poi mai il coraggio di trattare delle persone così.
Nemmeno se sto facendo un favore, nemmeno se la cosa mi pesa enormemente.

Piuttosto non faccio il favore.

Non so se mi spiego.

venerdì, 11 luglio 2008,10:01

So che il fatto di non aggiornare con regolarità il blog potrebbe essere controproducente per i miei innumerevoli e appassionati lettori che, stando alle 10 regole del perfetto blogger che ho letto da qualche parte, si romperebbero i maroni/ovaie e andrebbero altrove.
E, che dire? Mi dispiace/rebbe, è ovvio.
Però vorrei anche non dovermi sentire obbligata a soddisfare aspettative (che non creo volontariamente) di chicchessia, almeno qui.

Settimana scorsa mi è successa una cosa strana forte.
E' che io non ho mai vinto niente in vita mia, di consistente intendo, se si escludono circa 12.000 lire al lotto e mi pare altre 10 o 11 mila lire al superenalotto per un 3 – la valuta delle vincite la dice lunga sulla mia passione per le scommesse – tuttavia, è successo.
Piuttosto scazzatamente, ho accettato l’invito a un happy hour con intrattenimento vario da parte dell’agenzia di viaggi che utilizziamo in ufficio.
Annoiatamente, cercavo di non sbadigliare troppo mentre ero spalmata sul divanetto insieme a due colleghe con le quali assistevamo (attonite) ai numeri più o meno improvvisati di danza del ventre, magia e balletti con drag queen, tra una estrazione di premi e l’altra.
7 i premi ad estrazione previsti da programma.
Robe tipo autonoleggio di una panda a manovella per un weekend, una notte in un albergo figo a Firenze, due notti in un albero figo sup. a roma, due notti in un albergo figo lusso in località a scelta in Italia e via così.

Tant’è che è stato solo alla terza gomitata nel costato da parte della mia collega che ho realizzato che avevano estratto il mio numerino e che si trattava del primo premio!
Ohporcauacca! Trattavasi di soggiorno di quattro giorni in struttura supermegafighissimasuperlusso nel nord della sardegna, per due persone…
ma insomma, ancora non ci credo. Eppure.

 

Che poi a sto aperitivo del menga ci sono potuta andare perché la peste è al mare coi nonni e torna domani, altrimenti la vedevo dura.
E comunque, nonostante il fatto che siamo andati là nei weekend a trovarla e che in fondo stia per tornare, sento la mancanza di quella piccola belva come non mai.
Anelavo da tempo a questi 15 giorni per trovare un po’ di pace e di relax almeno la sera tornando a casa, per stare un po’ di più con mio marito, poter parlare con un po’ di calma e riuscire a finire una frase di senso compiuto, per fare tutte quelle cose che normalmente con lei non riesco a fare, per dormire di più.
Ma insomma mi sento come mutilata se non ce l’ho intorno che mi fracassa le palle, mi sento spersa, spaesata.
Sembriamo due deficienti, la sera, mentre ceniamo e parliamo di lei.
Rincoglionimento genitoriale precoce ancorché senile.

Tra l’altro settimana prossima mi sa che si compie anche il mio prossimo futuro dal punto di vista lavorativo.
Non mi vorrei sbilanciare, ma insomma sarebbe la chiacchierata finale col megaboss e non esistono altri candidati.
E allora, visto il momento, ho deciso di rifiutare l’invito per ieri sera.

Avrei dovuto andare all’inaugurazione di una mostra all’interno dei nuovi uffici della società per cui ho lavorato in passato diversi anni, ma siccome che quella in cui starei per andare ne  è praticamente la diretta concorrente (e, si sa, in questo ambiente non amano avere potenziali concorrenti in mezzo ai piedi), nonché praticamente una specie di succursale strapiena di persone che prima lavoravano nell’altra insieme a me… insomma ecco, anche se mi avrebbe fatto davvero molto piacere andarci e rivedere qualcuno, ho preferito evitare l’eventuale “incidente diplomatico”.

In effetti ho fatto anche bene perché tra tutti i cazzi e i mazzi e le minghiassorete varie, questa settimana il figlio di mio marito ha pensato bene che era giunto il momento di venire a trovare suo padre, dopo ormai più di un anno che non se lo filava nemmeno dipinto.
Ma non perché abbia  avvertito impellente la necessità di rivedere lui ed eventualmente la sua sorellastrina, quanto perché gli faceva molto comodo trovare un punto d’appoggio aggratis prima di partire domenica per un paese mediorientale, dove farà uno stage universitario.
Caro ragazzo eh, ma un filino opportunista.
E quindi, visto che il suo papà, facendo il mestiere che fa, almeno un paio di volete all’anno è coinvolto in prima persona in quelle riunioni globalitotali dove chiamano a raccolta tutti i clienti, li portano a cena, li fanno dormire e il giorno dopo li rinchiudono in una sala riunioni e li martellano con presentazioni e pipponi a non finire, ecco quindi dicevo questa è una delle due volte l'anno e la riunione è proprio tra oggi e domani; perciò il bambino me lo sono dovuto/devo sciropparmelo io (che diciamolo, potevo avere un paio di serate libere per farmi gli stracazzissimi miei una volta tanto e invece ciccia anche stavolta).

Mi pare di non avere nulla da aggiungere adesso.

Casomai se mi venisse in mente qualcos’altro, aggiungo.

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