mercoledì, 27 agosto 2008,12:39

parlerebbe al telefono. A meno che non sia lei a deciderlo.
A niente valgono sotterfugi e furbizie per cercare di farle salutare, chessò, la nonna o il nonno che magari sono 3 settimane che non li vede.

Se ne fotte, bellamente, di chiunque si trovi all’altro capo del filo (si fa per dire ormai, con sti cordless o i cellulari).
Invece se è nel momento giusto, ti intima di passargli la cornetta e poi sta 10 minuti a raccontare la qualsiasi, incurante sempre di chi stia dall’altra parte, fosse anche il tecnico della caldaia.

Ma ieri mattina, che stavo qui a smadonnare in turco perché non avevo voglia e perché non sapevo da che parte cominciare a prendere in mano la situazione, squilla il telefono e mi appare sul display il numero di mia mamma.
Convinta di parlare con lei, invece sento un “Pronto! mamma?”
Sgrano gli occhi!
”Piccina?! Ma ciao amore mio! Come mai mi telefoni?”

(no veramente, non è mai successo nella storia, quindi ero proprio scioccata)
E da lì è partito un fiume in piena di parole perché doveva assolutamente dirmi che era andata col nonno ai giardini bianchi in bicicletta, ma che aveva le ruote sgonfie e allora le ha dovute gonfiare e che un bimbo maleducato non ha giocato con lei e le sue macchinine e che …..
Insomma ero lì che mi bevevo tutto come un’ebete, felice, lo posso proprio dire, di sapere che avesse sentito LEI la necessità di telefonarmi, chiedendo alla nonna di farle il numero, per condividere questi suoi momenti con me, che fisicamente non ero lì in quel momento.

Vabè, non so come rendere l’idea, ma è stato un momento di gioia pura oltre che una svolta, una evoluzione e crescita sua e del nostro rapporto.
E certe cose ti ripagano di tanti brutti o difficili momenti.


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venerdì, 01 agosto 2008,10:30

E’ stato un anno molto pesante, sotto tutti gli aspetti.
Poi, è inutile girarci intorno, credo di essere io che non sto molto bene e quindi tutto mi gira per il verso sbagliato, mi consuma molta più energia del normale e soprattutto i tempi di recupero (se di recupero si può parlare) non sono misurabili.

Per altro la mazzata che ho preso lavorativamente parlando in queste ultime due settimane mi ha veramente ridotta ai minimi termini.
Non so se si possa arrivare a definire esaurimento, ma è qualcosa di molto simile lo stato in cui mi trovo adesso.

Ieri sera, speravo di ricevere una notizia che mi permettesse di andare in ferie con almeno un capitolo chiuso, e invece mi tocca aspettare ancora almeno fino a metà agosto per sapere qualcosa di definitivo e in ogni caso la fine del mese perché questo si possa eventualmente concretizzare coi fatti. Merda. Però la tendenza sembra positiva.

Ho solo una gran voglia di andarmene via, staccare, stare con mia figlia e mio marito, lontani da tutto questo marasma e riassumere auspicabilmente sembianze quasi umane.

Da domenica prossima, così doverebbe essere. Speriamo.

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