venerdì, 28 agosto 2009,09:45

-          i tirchi

-          quelli che “non ti preoccupare, ci penso io!” e poi si ciao …

-          quelli che ti parlano mettendosi a 1 cm dal tuo naso
(mai sentito parlare di “spazio vitale”? metti le braccia a cerchio davanti a te all’altezza delle spalle, ecco, quello lì è il limite dove devi stare parlando con me, grazie)

by MoiSimplement | categoria:cestmoi, stufosa | Link | commenti (4)(popup) | commenti (4)
giovedì, 27 agosto 2009,11:23

di Andrea Vitali.

Era tanto tempo che non ridevo più a letto prima di spegnere la luce.

by MoiSimplement | categoria:cosecosì | Link | commenti (popup) | commenti
mercoledì, 26 agosto 2009,16:41

Ispirazione tèratèra proveniente da un racconto che ho letto in ferie su una rivista improbabile (**), dove si parlava di un tizio, giornalista a NY al quale scadeva il contratto che non sarebbe stato rinnovato e, per una serie di coincidenze, si ritrova a subaffittare la sua casa e a viaggiare per il mondo praticamente gratis – non mi dilungo nei dettagli che sono ancor più improbabili della rivista stessa – ma sul terrazzo della sua casa aveva trovato un vecchio vaso (ereditato dall’inquilino precedente) con un albero morto rinsecchito e, invece di buttarlo, lo aveva ridipinto di blu e oro e ci aveva scritto: the tree is dead long live the tree.

Che non sono nemmeno tanto sicura sia un inglese corretto, ma in fondo chissenemporta, no?

 

Ecco quindi più o meno è ciò che intenderei fare col mio blog, qui.

Poraccio, è ridotto male.

Cominciamo con la prima mano di antiruggine.

 

 

Ho passato delle ferie bellissime e bruttissime.

Bellissime perché erano aaaaaaanni che non mi sentivo così a mio agio in un posto, che tutto sembrava così perfetto.

Salentu: lu sule lu mare lu jentu.
Una terra affascinante, dai colori/sapori/profumi/suoni/atmosfere/persone/luoghi assolutamente splendidi.

Distese infinite di ulivi, fichi d’india, oleandri e fiori. Distese infinite di mare di tutti i colori: lasciarsi pervadere e riempire senza opporre resistenza, è stata una sensazione incredibile.

Ma siccome ormai di cognome faccio Fantozzi e di nome Pina, moglie del rag. Pierugo, madre della Mariangela (quella vera almeno è bellissima!)… ovviamente non poteva mancare il colpo di scena e detto fatto ci siamo sparate prima lei e poi io un bel 10 giorni tappate in casa sotto antibiotico. (** e qui si capisce perchè poi una, finiti i libri – anche quelli da colorare della figlia quattrenne - , si attaccherebbe persino alla carta del burro pur di leggere qualcosa)

Che su 20 giorni di ferie non sono pochi, contando anche che dopo una simile mazzata non è che si sia fisicamente in grado di affrontare la qualsiasi a cuor leggero, no?

Persi 3,5 kg.

 

Per altro mi sono piacevolmente riscoperta guidatrice indefessa.

Sia all’andata che al ritorno, guidando prevalentemente di notte, mi sono macinata la gran parte del tragitto, ma godendomelo proprio eh, intercambiandomi per poco tempo alla volta col marito che quest’anno inspiegabilmente mi ha lasciato le redini, pur avendo appena avuto la macchina aziendale nuova ed essendo notoriamente uno che prima di mollare il volante a chicchessia si farebbe mozzare le mani… mah.

non mi ricordavo quanto fosse bello vedere sorgere il sole, magari percorrendo un tratto sul mare... che colori!

 

Ballato la pizzica, o la taranta. Non ho ancora ben capito la differenza, se c'è.

Feste di piazza bellissime in paesini inconsueti e splendidi.

Conosciuto persone, strane a dire il vero.

Gente che non ti aspetti, eppure.

Quel che più mi allibisce, da sempre, sono quelli che si mettono in cattedra e ti insegnano come si sta al mondo.

Perché loro sì, che hanno capito tutto, e fottono il prossimo.

Il pirla sei tu, che non approfitti.

St’estate ne ho trovati a mazzi, solo l’imbarazzo della scelta nel campionario della stronzaggine.

E comunque, anche se gli voglio tanto ma tanto bene, qualche giorno corco di mazzate mio cugino.