mercoledì, 02 settembre 2009,10:35

che ora non ho
e luce nei miei occhi che ora non ho
una direzione giusta che ora non ho..."

non che possa ascoltare molto la radio durante il giorno o lo abbia potuto fare durante le vacanze, però nei rari sprazzi in cui è successo, mandavano quasi sempre la canzone di Neffa.
e non so perché, ma la frase che ho citato mi colpisce nel profondo ad ogni ascolto, anche il più distratto o casuale.
le prime volte mi veniva quasi sempre il magone, adesso meno, ma comunque sono parole che mi toccano.

mi riportano indietro di qualeche anno e mi ci rispecchio in pieno.
c'è stato quel periodo e non riuscivo proprio a venirne fuori.

poi a un certo punto credo di aver fatto pace con me stessa.

non che ora sia tutto rose e fiori, ma almeno sono serena e mi accetto per quello che sono e con tutti i miei limiti.

e un bel chissenefrega non ce lo vogliamo aggiungere?
ma si, certo, perché no.
ma quando fra 1 o 2 anni rileggerò queste minchiate potrò ridere un po' di più di me.





by MoiSimplement | categoria:cosecosì, cestmoi | Link | commenti (2)(popup) | commenti (2)
giovedì, 27 agosto 2009,11:23

di Andrea Vitali.

Era tanto tempo che non ridevo più a letto prima di spegnere la luce.

by MoiSimplement | categoria:cosecosì | Link | commenti (popup) | commenti
mercoledì, 26 agosto 2009,16:41

Ispirazione tèratèra proveniente da un racconto che ho letto in ferie su una rivista improbabile (**), dove si parlava di un tizio, giornalista a NY al quale scadeva il contratto che non sarebbe stato rinnovato e, per una serie di coincidenze, si ritrova a subaffittare la sua casa e a viaggiare per il mondo praticamente gratis – non mi dilungo nei dettagli che sono ancor più improbabili della rivista stessa – ma sul terrazzo della sua casa aveva trovato un vecchio vaso (ereditato dall’inquilino precedente) con un albero morto rinsecchito e, invece di buttarlo, lo aveva ridipinto di blu e oro e ci aveva scritto: the tree is dead long live the tree.

Che non sono nemmeno tanto sicura sia un inglese corretto, ma in fondo chissenemporta, no?

 

Ecco quindi più o meno è ciò che intenderei fare col mio blog, qui.

Poraccio, è ridotto male.

Cominciamo con la prima mano di antiruggine.

 

 

Ho passato delle ferie bellissime e bruttissime.

Bellissime perché erano aaaaaaanni che non mi sentivo così a mio agio in un posto, che tutto sembrava così perfetto.

Salentu: lu sule lu mare lu jentu.
Una terra affascinante, dai colori/sapori/profumi/suoni/atmosfere/persone/luoghi assolutamente splendidi.

Distese infinite di ulivi, fichi d’india, oleandri e fiori. Distese infinite di mare di tutti i colori: lasciarsi pervadere e riempire senza opporre resistenza, è stata una sensazione incredibile.

Ma siccome ormai di cognome faccio Fantozzi e di nome Pina, moglie del rag. Pierugo, madre della Mariangela (quella vera almeno è bellissima!)… ovviamente non poteva mancare il colpo di scena e detto fatto ci siamo sparate prima lei e poi io un bel 10 giorni tappate in casa sotto antibiotico. (** e qui si capisce perchè poi una, finiti i libri – anche quelli da colorare della figlia quattrenne - , si attaccherebbe persino alla carta del burro pur di leggere qualcosa)

Che su 20 giorni di ferie non sono pochi, contando anche che dopo una simile mazzata non è che si sia fisicamente in grado di affrontare la qualsiasi a cuor leggero, no?

Persi 3,5 kg.

 

Per altro mi sono piacevolmente riscoperta guidatrice indefessa.

Sia all’andata che al ritorno, guidando prevalentemente di notte, mi sono macinata la gran parte del tragitto, ma godendomelo proprio eh, intercambiandomi per poco tempo alla volta col marito che quest’anno inspiegabilmente mi ha lasciato le redini, pur avendo appena avuto la macchina aziendale nuova ed essendo notoriamente uno che prima di mollare il volante a chicchessia si farebbe mozzare le mani… mah.

non mi ricordavo quanto fosse bello vedere sorgere il sole, magari percorrendo un tratto sul mare... che colori!

 

Ballato la pizzica, o la taranta. Non ho ancora ben capito la differenza, se c'è.

Feste di piazza bellissime in paesini inconsueti e splendidi.

Conosciuto persone, strane a dire il vero.

Gente che non ti aspetti, eppure.

Quel che più mi allibisce, da sempre, sono quelli che si mettono in cattedra e ti insegnano come si sta al mondo.

Perché loro sì, che hanno capito tutto, e fottono il prossimo.

Il pirla sei tu, che non approfitti.

St’estate ne ho trovati a mazzi, solo l’imbarazzo della scelta nel campionario della stronzaggine.

E comunque, anche se gli voglio tanto ma tanto bene, qualche giorno corco di mazzate mio cugino.

venerdì, 15 maggio 2009,12:47

stasera, dopo circa 35 anni, rivedrò uno stretto gruppetto di compagne di scuola delle medie.
una era addirittura la mia amica del cuore.
cioè, ancora non ci credo, non mi sembra vero...

sono contenta, di quella contentezza quasi inspiegabile e non reprimibile...
sono anche un po' in ansia... chissà che shock!

by MoiSimplement | categoria:felicità, evviva, ma si può, cosecosì | Link | commenti (4)(popup) | commenti (4)
mercoledì, 06 maggio 2009,12:26

La risposta non potrebbe essere che NO.

Ma in realtà non è neanche così, diciamo che la più corretta potrebbe essere A TRATTI (rari).
In fondo, mi chiedo, che cosa mi manca, che cosa voglio di più?

Ho una bella famiglia, una figlia splendida, sana, intelligente; un marito che mi adora; ho un lavoro, che di questi tempi, bisogna solo baciarsi i gomiti… anche se vomiti bile dalla mattina alla sera per quello che vedi e per l’ambiente in cui ti trovi, ma che pur sempre mi permette di condurre una vita tutto sommato senza troppe rinunce; ho la mia casa (no, è ancora della banca a ben vedere, ma non sottilizziamo); ho degli amici, pochi, che mi vogliono bene.
Tutto sommato sono fortunata, mi trovo in condizioni privilegiate rispetto a molti che ho intorno, direttamente o indirettamente.
L’altro giorno una mia collega a bruciapelo mi ha chiesto: “ma insomma, si può sapere di che cazzo ti lamenti?” e la cosa mi ha fatto riflettere.

Già di che cazzo mi lamento io?

Si, perché tutto il preambolo verte su di me, la mia famiglia e il mio piccolo mondo.
Ma io sono anche e soprattutto parte di una comunità in senso ampio, sono cittadina italiana, sono elemento di un popolo.
Sono parte di un meccanismo economico, sociale e politico mio malgrado.

E allora, quello che mi rattrista e mi amareggia profondamente è proprio la situazione generale.

Quello che vedo, sento e capto… mi mette a disagio, in imbarazzo. Mi fa infuriare, indignare e protestare.

I concetti di base sono:
- calcare molto sull’aspetto gossipparo e sul “buttiamola in caciara” di tutta la questione politica/sociale/economica di questo Paese, senza mai andare a fondo seriamente sulle questioni importanti, così non vi rendete conto, inetti e inebetiti, di come ve lo buttiamo in culo mentre siete distratti dalle cazzate; e qui, l'onda lunga della TV commerciale è arrivata benissimo e ha fatto proprio il suo dovere, no?

- calcare molto sull’aspetto dell’intervento concreto e dei “fatti non parole” (tipo dopo la tragedia del terremoto, che noi sì che ci sappiamo fare mica quei morti-in-piedi dei comunisti! - o altre amenità del tipo social-card, oddìo adesso vomito)

 

E l’elenco potrebbe continuare a lungo… non ne ho voglia, mettetecene voi che tanto no si sbaglia.

 

Ecco di cosa mi lamento, di cos’è che mi rende profondamente infelice e scoraggiata.

Del fatto che stanno affossando un Paese, i suoi valori, le conquiste sociali che hanno richiesto sacrifici, lotte, sangue… che non ci sono prospettive per il futuro, che la scuola pubblica venga continuamente delegittimata, che i giovani non vengano messi in condizione di condurre una vita normale e di avere un minimo di indipendenza, che si vogliano scientemente abolire termini e concetti come “rispetto”, “tolleranza”, “diritti fondamentali”; che si permetta al vaticano di governare indisturbato o di mettere bocca pesantemente su ogni questione riguardante le scelte politiche; che abbiano priorità assoluta l’immagine e l’avere invece che il contenuto e l’essere; che si stia creando apposta un vuoto pneumatico, un appiattimento culturale e una omologazione preoccupante, che la volgarità imperi sovrana...
E la cosa che più mi rattrista è che la maggior parte delle persone che hanno scelto e votato questo governo, e sono tantissime, ancora non abbiano capito realmente la gravità delle azioni che ha messo in atto da quando si è insiediato e i danni che si ripercuotono e ripercuoteranno per chissà quanti anni…

 

Mi chiedo, può quindi esistere la mia isola felice in mezzo a un mare di merda?
venerdì, 13 marzo 2009,15:20

Ieri sulla spiaggia di Finale Ligure, intorno all’ora di pranzo, un sole tiepido e meraviglioso, una brezza marina piacevolmente discreta, l’acqua cristallina con quella schiuma pannosa delle onde morbide, facevano da contorno alla contentezza incontenibile della mia piccina: le brillavano gli occhi, saltellava, correva avanti e indietro lanciando gridolini, rideva e sorrideva attraversata solo dalla sua gran voglia di vivere! Sembrava un fringuellino impazzito.

Sono momenti che non mi voglio dimenticare.

by MoiSimplement | categoria:felicità, bonjour, cosecosì, cestmoi, lapeste | Link | commenti (2)(popup) | commenti (2)
lunedì, 02 marzo 2009,12:43

Carnevale spazzato via, e meno male.
Insomma ieri sono andata a messa (non perché sia impazzita di colpo, sia chiaro, ma semplicemente era la commemorazione del primo anno della scomparsa di mio zio, che aveva la mia età, forse ne ho anche parlato qui quando è successo), più che altro un gesto simbolico della nostra famiglia per stringerci idealmente intorno a lui.
E forse andare a mangiare una pizza oltugheder non sarebbe stato nello spirito, diciamo.

Ecco insomma forse io un po' son prevenuta contro i preti.
Però a me quello lì è parso davvero troppo sopra le righe.
Con questo atteggiamento da "stà tento che ti bacchetto, lo so che ciai pensieri immondi!!!", con questo tono che sembra sempre che ci si debba frugare nelle tasche perché gli si deve qualcosa... un sentirsi sempre in colpa per qualcosa, cosa non si sa, ma il buon cristiano lo deve sapere e se non lo sa, che si senta in colpa uguale, che male non fa.
Un nervoso, ma un nervoso...
E già questo a me basterebbe per alzare un dito medio e uscire.
Però dai, per rispetto, conto fino a cento e sto seduta sulla panca (che poi manco si possono appoggiare i piedi su quella davanti perché c'è il cuscino per inginocchiarsi - figuriamoci-).
Ma l'apice lo raggiunge nella predica, io ovviamente ero totalmente disinformata, ma siccome ieri iniziava la quaresima, il tipo si è prodotto in un pippone di dimensioni galattiche che ha letteralemnte travolto gli astanti: del digiuno, della sobrietà, del cibo a basso costo, della rinuncia in generale in relazione ai tempi che corrono.
Che uno dice: è giusto, sono argomenti che la religione propone. Appunto, PROPONE.
Ennò, lui invece DISPONE!
Insomma non risco a riportare esattamente le parole, ma il sunto era: se ti mangi una fetta di prosciutto crudo, intanto pensa che stai spendendo un botto per una cosa non strettamente necessaria e che se anche te la puoi permettere fai una cosa fuori luogo perché devi mangiare cose "povere", se proprio non riesci a digiunare! Insomma Gesù ha digiunato 40 giorni e 40 notti, cazzo volete che sia per voi farlo almeno un venerdì? e se non lo fate attenzione ai fulmini che vi colpiranno senza pietà per la vostra ingordigia e disubbidienza.

Poi uno si chiede perché la gente non va a messa o perché ci sono sempre meno praticanti.
Finché lasciamo liberi questi qui di delirare, mi pare ovvia la risposta.

E comunque cazzo è già passato un anno e io ancora non riesco a rassegnarmi a questa perdita.

Come corollario, posso aggiungere che mia figlia si ammala in continuazione e mio marito ieri sera mi ha perfino accusata di essere "superficiale" nella gestione della sua salute.
Ora, o c'è qualcuno che seriamente è stato capace di tenermi la mano sulla testa per evitare gesti inconsulti, oppure sono arrivata a un tale livello di ZENitudine che nemmeno io so come.







mercoledì, 14 gennaio 2009,23:38
Vidigulfo, Lombardia arrived from google.it on ""Devi sapere cosa vuoi altrimenti devi prendere cosa viene"" by searching for cosa devi sapere per essere considerato intelligente?.



Credo di aver riso almeno 10 minuti.
by MoiSimplement | categoria:ma si può, cosecosì, bloggeuse | Link | commenti (4)(popup) | commenti (4)
lunedì, 12 gennaio 2009,14:51

2, 8, 10, 17, 27.

città dell'acqua.

si sa mai.

by MoiSimplement | categoria:cosecosì, parblé | Link | commenti (popup) | commenti
lunedì, 12 gennaio 2009,12:04

 

 

Non so, è un’ipotesi.
Sta di fatto che non sono mai stata così altalenante nell’umore e negli stati d’animo.
Un giorno vedo tutto nero, ma nero come la pece.
Il giorno dopo mi rendo conto che forse ci sono anche i colori chiari.
Forse è il solito vecchio problema delle aspettative fissate troppo in alto, che puntualmente vengono disattese.
Oppure il carico di tensione e stress che sono andata accumulando negli ultimi mesi, anche e soprattutto per il lavoro.
Boh.
Il punto è che io non ce la faccio più. Sono stanca, molto.
Quel che ho sempre detto agli altri, forse ora dovrei farlo io.

Prenderò in seria considerazione la cosa.

Detto questo, ho capito finalmente che uno dei modi per rilassarmi, per staccare un po’… è cucinare.
Avrei anche al proposito delle elucubrazioni psicologiche da quattro soldi, ma lascio perdere.
Però in questi ultimi periodi, complici le feste,  mi sono abbastanza sbizzarrita.
Il trend delle ultime settimane è la gallina ripiena lessata.

Che poi con quel brodo lì si fanno anche dei risotti strepitosi, per non parlar dei tortellini da urlo o le minestrine che hanno il loro perché.
Insomma, ho cucinato in continuazione…

Mi devo dare una calmata.


Anche perché se no ingrasso.

by MoiSimplement | categoria:cosecosì, cestmoi | Link | commenti (5)(popup) | commenti (5)
lunedì, 22 dicembre 2008,15:37

L'inizio di un incubo.

Fine ottobre o giù di lì.
"Mamma, la sciviamo sta letterina si o no?"
... "mah, amore, mi sembra un po' presto... manca ancora tanto a Natale, sai?"
"Si ma intanto io so già cosa gli devo chiedere"
..."va beh, però guarda che poi non potrai cambiare idea eh"

Risultato dopo una lotta all'ultimo sangue durata circa una settimana, la richiesta è di SOLO 4 giochi.
Gongolamento, perché non si smuoveva nemmeno con le cannonate dagli iniziali 10.

Peccato che, dando per scontato che tanto era presto e non ho cominciato subito la caccia al tesoro nei negozi e nei centri commerciali o specializzati, quello a cui teneva di più in assoluto era esaurito ovunque, persino dal fornitore stesso medesimo.
Che a dirla così sembra una cazzata.
Poi senti le mamme dell'asilo, le colleghe e le conoscenti con bimbi suppergiù di quell'età, e scopri che TUTTI indistintamente voglio quello. E che lo hanno già comprato da almeno un mese.
A metà novembre i negozianti ti ridono in faccia quando glielo vai a chiedere, come se fossi un'alieno che non vive in questo mondo e che non sappia che i giochi di natale si comprano appena si rientra dalle ferie d'agosto. Se no sei un povero sfigato, no?

Minchia, ho dovuto comprarlo online e farlo arrivare dall'Inghilterra pagandolo ovviamente almeno il 30% in più.

A volte penso davvero di essere deficente e di essermi totalmente rincoglionita e che forse non sto nemmeno facendo il suo bene.

Buon natale eh.

 

by MoiSimplement | categoria:famiglia, ma si può, cosecosì, cestmoi, lapeste | Link | commenti (7)(popup) | commenti (7)
lunedì, 22 dicembre 2008,15:19

Ma insomma è stato un periodo un po' di cacca ecco.
Anzi, di molta cacca.

Non che questa sia una discriminante per scrivere o meno sul blog, ma ci sono certi periodi in cui mi va di scrivere perché, certe cose, anche se negative, me le voglio ricordare possibilmente così come le vivo nel momento e non con le distorsioni operate dalla mente e dai ricordi; mentre in certi altri, non mi va proprio di scrivere, in primis per non tediare me stessa oltre che chi mi legge.

Non ho mai considerato questo strumento come termometro della mia "popolarità", anche se certo non ho mai nascosto che mi faccia piacere avere persone che interagiscono  con me e con certi aneddoti della mia vita, ma semplicemente un po' come una sorta di grande orecchio privato.

Tante volte mi è capitato di pensare ad alcuni di quelli che mi leggono e che mi "commentano, ai loro blog.
E ho capito che ne avevo nostalgia.
Che in fondo avevo nostalgia anche del mio, benché molto mal seguito e mal curato.

Boh.
Ci riprovo, ma non garantisco.

Ciao a tutti e ben ritrovati.

 

by MoiSimplement | categoria:bonjour, cosecosì, cestmoi, bloggeuse, stufosa | Link | commenti (popup) | commenti
mercoledì, 22 ottobre 2008,00:53

e così, non faccio più definitivamente un cazzo.

che giochino divertente però!
e pure un po' pericoloso eh, diciamolo!

by MoiSimplement | categoria:cosecosì, bloggeuse, parblé | Link | commenti (8)(popup) | commenti (8)
giovedì, 09 ottobre 2008,12:56

- e aggiungerei anche Bha! -

Epilogo.
E si vede che proprio non era cosa.
A far le nozze coi fichi secchi son capaci tutti.

Però a me i fichi secchi non piacciono, teneteveli pure.
Grazie, non posso dire nemmeno "è stato bello".
Essere presi per il culo per mesi, non è una bella sensazione.

Fortuna che non sono vendicativa, altrimenti un bello sputtanamento galattico non ve lo levava nessuno.
Adesso poi, è anche un attimo, attivando i social networks.


martedì, 30 settembre 2008,15:22

Che questo sia un blog dei cazzi miei è chiaro a tutti, no?
Ecco allora, non ho scritto per un po' per svariati motivi: il sempre attuale "mancanza di tempo", l'evergreen "mancanza di voglia" e il trendyssimo "scaramanzia".

Essì, perché l'abbottonamento è dovuto al fatto che teoricamente dovrebbe verificarsi una bella (?) svolta a livello professionale. E allora insomma ancora non ne parlo per bene.

Però stasera vado là e, sempre teoricamente, dovrei sapere di che morte morire.

E niente.
Con l'intestino annodato, mi accingo a passare questo paio d'ore che mi separano dall'evento.

Aurevoir.

by MoiSimplement | categoria:cosecosì, cestmoi, travail, speriamochemelacavo | Link | commenti (4)(popup) | commenti (4)
lunedì, 08 settembre 2008,12:15
Essendo entrata a far parte del club dei cecati, da questa mattina indosso un paio di splendidi occhiali Oliver neri e bianchi sciccosissimi che uso per leggere. Embè.
L'oculista sensibile, mentre mi prescriveva le lenti mi ha pure detto una cosa del tipo: "eh Signora, cosa vuole, è normale... fosse solo per un fatto anagrafico."
Eccerto, vuoi anche darmi un calcio nel culo così mi sento meglio?

E niente, allora siccome io sono un po' pignolina sugli accostamenti di colore, ho adeguato anche la capigliatura.
Ho scurito i capelli e li ho pure tagliati, che quel biondastro schiarito dal sole e dal mare faceva poco pandàn con la montatura.

Perciò, adesso, bene che vada chiunque mi veda sgrana gli occhi.

by MoiSimplement | categoria:bonjour, cosecosì, cestmoi, fransé, parblé | Link | commenti (8)(popup) | commenti (8)
lunedì, 01 settembre 2008,12:05

che a me quella lì che conduce mi sta antipatica, che si crede di essere?
e sa tutto lei.
con quella faccetta lì da cattivella mascherata da fatina.

che poi a me, in generale, stan pesantemente sulle balle quelli come lei.

by MoiSimplement | categoria:cosecosì, incazzosità varie | Link | commenti (5)(popup) | commenti (5)
lunedì, 01 settembre 2008,12:01

ho realizzato mio malgrado che, appena posso e riesco a guardare un po' di tv, immancabilmente scelgo quel canale.
mi appassiono alle ricette, cerco di imparare qualche trucco, mi riprometto di provare a rifarle, penso alle possibili variazioni rispetto ai nostri gusti, pianifico mentalmente la spesa e in quale occasione provare a far questo o quello...

e poi niente, ci fosse una volta che mi ricordo qualcosa.  

by MoiSimplement | categoria:ma si può, cosecosì, cestmoi, cuchin | Link | commenti (5)(popup) | commenti (5)
mercoledì, 27 agosto 2008,12:39

parlerebbe al telefono. A meno che non sia lei a deciderlo.
A niente valgono sotterfugi e furbizie per cercare di farle salutare, chessò, la nonna o il nonno che magari sono 3 settimane che non li vede.

Se ne fotte, bellamente, di chiunque si trovi all’altro capo del filo (si fa per dire ormai, con sti cordless o i cellulari).
Invece se è nel momento giusto, ti intima di passargli la cornetta e poi sta 10 minuti a raccontare la qualsiasi, incurante sempre di chi stia dall’altra parte, fosse anche il tecnico della caldaia.

Ma ieri mattina, che stavo qui a smadonnare in turco perché non avevo voglia e perché non sapevo da che parte cominciare a prendere in mano la situazione, squilla il telefono e mi appare sul display il numero di mia mamma.
Convinta di parlare con lei, invece sento un “Pronto! mamma?”
Sgrano gli occhi!
”Piccina?! Ma ciao amore mio! Come mai mi telefoni?”

(no veramente, non è mai successo nella storia, quindi ero proprio scioccata)
E da lì è partito un fiume in piena di parole perché doveva assolutamente dirmi che era andata col nonno ai giardini bianchi in bicicletta, ma che aveva le ruote sgonfie e allora le ha dovute gonfiare e che un bimbo maleducato non ha giocato con lei e le sue macchinine e che …..
Insomma ero lì che mi bevevo tutto come un’ebete, felice, lo posso proprio dire, di sapere che avesse sentito LEI la necessità di telefonarmi, chiedendo alla nonna di farle il numero, per condividere questi suoi momenti con me, che fisicamente non ero lì in quel momento.

Vabè, non so come rendere l’idea, ma è stato un momento di gioia pura oltre che una svolta, una evoluzione e crescita sua e del nostro rapporto.
E certe cose ti ripagano di tanti brutti o difficili momenti.


by MoiSimplement | categoria:famiglia, evviva, cosecosì, ah lamour, lapeste | Link | commenti (6)(popup) | commenti (6)
venerdì, 01 agosto 2008,10:30

E’ stato un anno molto pesante, sotto tutti gli aspetti.
Poi, è inutile girarci intorno, credo di essere io che non sto molto bene e quindi tutto mi gira per il verso sbagliato, mi consuma molta più energia del normale e soprattutto i tempi di recupero (se di recupero si può parlare) non sono misurabili.

Per altro la mazzata che ho preso lavorativamente parlando in queste ultime due settimane mi ha veramente ridotta ai minimi termini.
Non so se si possa arrivare a definire esaurimento, ma è qualcosa di molto simile lo stato in cui mi trovo adesso.

Ieri sera, speravo di ricevere una notizia che mi permettesse di andare in ferie con almeno un capitolo chiuso, e invece mi tocca aspettare ancora almeno fino a metà agosto per sapere qualcosa di definitivo e in ogni caso la fine del mese perché questo si possa eventualmente concretizzare coi fatti. Merda. Però la tendenza sembra positiva.

Ho solo una gran voglia di andarmene via, staccare, stare con mia figlia e mio marito, lontani da tutto questo marasma e riassumere auspicabilmente sembianze quasi umane.

Da domenica prossima, così doverebbe essere. Speriamo.

by MoiSimplement | categoria:famiglia, tristesse, cosecosì, cestmoi, ilcapo | Link | commenti (6)(popup) | commenti (6)
lunedì, 28 luglio 2008,15:19

ho come l'impressione di star per cadere dalla padella nella brace.
e non è una bella sensazione.
by MoiSimplement | categoria:cosecosì, cestmoi, travail | Link | commenti (2)(popup) | commenti (2)
lunedì, 21 luglio 2008,12:07

(questa la devo proprio raccontare, ma anche per ricordare la lezione a futura memoria)


Antefatto
Allora, avevamo prenotato a febbraio la casa al mare per agosto – cosa per altro già atipica per noi, visto che ci riduciamo sempre all’ultimo momento o addirittura partiamo con la maglietta e il costume e qualcuno provvederà – perché volevamo una certa casa in un certo posto, e anche per le prime due settimane di luglio, che ci abbiamo mandato i miei e la piccola.

 

Problema

Tralasciando che già a febbraio abbiamo fatto fatica a trovare quello che volevamo, il tentativo di luglio è stato a dir poco drammatico e disastroso per la situazione zanzare: a qualsiasi ora del giorno e della notte, anche in spiaggia!!!, avevamo addosso qualcosa come 10-15 zanzare contemporaneamente.
La bambina era conciata da sbatter via, nonostante le protezioni più diverse.

Insomma un calvario e soprattutto impensabile da ripetere in agosto.

Soluzione

Chiediamo un po’ in giro ad amici e conoscenti se ci fossero soluzioni alternative, magari in posti diversi, ovviamente accontentandoci dato che ormai siamo a ridosso di agosto…
Un colpo di culo spaventoso e un amico ci propone una casa in un posto molto carino ad un prezzo irrisorio.

Corollario
La casa è del suocero di suo cugino, il quale pare abbia altri 5 o 6 appartamenti che affitta rigorosamente solo a tedeschi.
Durante la prima telefonata di “avvicinamento” già dovevamo capire che avevamo a che fare con gente strana, perché per ammettere che si trattava di lui al telefono, questo ha provato prima a negarsi e poi a rimbalzare la telefonata.
Quando ha capito chi eravamo si è scusato, ammettendo che era lui, ma che non voleva farsi beccare da quei rompiballe dei call center che chiamano sempre a tutte le ore.
E vabè.
Dopo i convenevoli di rito e le delucidazioni sulla casa, chiediamo se non è un problema prima di prenderla a occhi chiusi, di passare a dare un’occhiata.
Acconsente, dicendo però che lui è molto impegnato e che insomma il sabato è un problema, ma al limite ci manda suo genero con le chiavi.
Ci accordiamo per vederci sabato, in un certo posto a una certa ora.
Mentre siamo sull’autostrada, ci blocchiamo in coda per un incidente e malgrado fossimo partiti con un certo anticipo, ci rendiamo conto che non arriveremo mai per l’ora stabilita.

Chiamiamo per avvisare del possibile ritardo, ma per ribadire che stiamo arrivando; la figlia (più fuori ancora del padre) ci fa un cazziatone in dolby surround al telefono avvertendoci che se ritardiamo non avremo la possibilità di vedere la casa perché il padre ha il tempo contato.
Allibiti, dopo aver cercato di farla ragionare, che la cosa non dipendeva da noi e blablabla…, questa si è incazzata ancora di più e ci ha fatto capire che non avremmo nemmeno dovuto insistere per andare a vedere la casa quel giorno.
Intanto vorrei sapere chi ha insistito, al limite ci potevano dire di andare in un'altra data… in fondo ci stanno facendo un favore, mica siamo dementi che non capiamo ste cose… Comunque.

La fila finalmente diluisce, mio marito si spara a 180 km/h rischiando multa e patente, ma insomma con tutta la buona volontà arriviamo con esattamente 16 minuti di ritardo.

Il tizio non c’è.
Guardiamo bene intorno, più volte. Oh, proprio non c’è.
Lo chiamiamo al telefono, ci risponde che gli dispiaceva molto ma non ha potuto aspettarci che aveva troppi impegni e che ce l’aveva detto.
Ci dice dove si trova la casa e di andarcela a vedere dall’esterno, di più non poteva fare.
(risponde dal telefono di casa, quindi facendo 2+2, o non era nemmeno venuto oppure era andato via un minuto dopo lo scaedere dell'ora dell'appuntamento)


Ecco, fosse stato per me, lo avrei mandato affanculo direttamente insieme a tutta la sua famiglia senza pensarci nemmeno un attimo, però purtroppo essendoci di mezzo il nostro amico non ho potuto.
Un comportamento del genere è a mio avviso inqualificabile, tu sai perfettamente che stiamo arrivando da lontano e che ci dobbiamo sparare più di 250 km in andata e altrettanti in ritorno, per non parlare dei costi di autostrada/benzina/viveri… e non aspetti almeno 15/20 minuti prima di andartene?
Un imprevisto per strada può sempre capitare e se tu dai appuntamento a una persona sapendo che non potrai aspettare nemmeno quel lasso di tempo, secondo me sei da ricovero urgente.

Così oltre a non aver potuto vedere la casa all'interno, abbiamo passato una giornata di merda con un’incazzatura di quelle che a memoria non riesco a ricordare indietro nel tempo.
E oltretutto, avendo ormai dato la parola,  sta casa del cazzo ce la dobbiamo prendere anche se, per come sono fatta io, quel posto lì non mi avrebbe mai più vista nemmeno in foto.
Piuttosto me ne starei a casa mia e andrei in piscina tutti i giorni.

Insomma io non avrei mai e poi mai il coraggio di trattare delle persone così.
Nemmeno se sto facendo un favore, nemmeno se la cosa mi pesa enormemente.

Piuttosto non faccio il favore.

Non so se mi spiego.

venerdì, 11 luglio 2008,10:01

So che il fatto di non aggiornare con regolarità il blog potrebbe essere controproducente per i miei innumerevoli e appassionati lettori che, stando alle 10 regole del perfetto blogger che ho letto da qualche parte, si romperebbero i maroni/ovaie e andrebbero altrove.
E, che dire? Mi dispiace/rebbe, è ovvio.
Però vorrei anche non dovermi sentire obbligata a soddisfare aspettative (che non creo volontariamente) di chicchessia, almeno qui.

Settimana scorsa mi è successa una cosa strana forte.
E' che io non ho mai vinto niente in vita mia, di consistente intendo, se si escludono circa 12.000 lire al lotto e mi pare altre 10 o 11 mila lire al superenalotto per un 3 – la valuta delle vincite la dice lunga sulla mia passione per le scommesse – tuttavia, è successo.
Piuttosto scazzatamente, ho accettato l’invito a un happy hour con intrattenimento vario da parte dell’agenzia di viaggi che utilizziamo in ufficio.
Annoiatamente, cercavo di non sbadigliare troppo mentre ero spalmata sul divanetto insieme a due colleghe con le quali assistevamo (attonite) ai numeri più o meno improvvisati di danza del ventre, magia e balletti con drag queen, tra una estrazione di premi e l’altra.
7 i premi ad estrazione previsti da programma.
Robe tipo autonoleggio di una panda a manovella per un weekend, una notte in un albergo figo a Firenze, due notti in un albero figo sup. a roma, due notti in un albergo figo lusso in località a scelta in Italia e via così.

Tant’è che è stato solo alla terza gomitata nel costato da parte della mia collega che ho realizzato che avevano estratto il mio numerino e che si trattava del primo premio!
Ohporcauacca! Trattavasi di soggiorno di quattro giorni in struttura supermegafighissimasuperlusso nel nord della sardegna, per due persone…
ma insomma, ancora non ci credo. Eppure.

 

Che poi a sto aperitivo del menga ci sono potuta andare perché la peste è al mare coi nonni e torna domani, altrimenti la vedevo dura.
E comunque, nonostante il fatto che siamo andati là nei weekend a trovarla e che in fondo stia per tornare, sento la mancanza di quella piccola belva come non mai.
Anelavo da tempo a questi 15 giorni per trovare un po’ di pace e di relax almeno la sera tornando a casa, per stare un po’ di più con mio marito, poter parlare con un po’ di calma e riuscire a finire una frase di senso compiuto, per fare tutte quelle cose che normalmente con lei non riesco a fare, per dormire di più.
Ma insomma mi sento come mutilata se non ce l’ho intorno che mi fracassa le palle, mi sento spersa, spaesata.
Sembriamo due deficienti, la sera, mentre ceniamo e parliamo di lei.
Rincoglionimento genitoriale precoce ancorché senile.

Tra l’altro settimana prossima mi sa che si compie anche il mio prossimo futuro dal punto di vista lavorativo.
Non mi vorrei sbilanciare, ma insomma sarebbe la chiacchierata finale col megaboss e non esistono altri candidati.
E allora, visto il momento, ho deciso di rifiutare l’invito per ieri sera.

Avrei dovuto andare all’inaugurazione di una mostra all’interno dei nuovi uffici della società per cui ho lavorato in passato diversi anni, ma siccome che quella in cui starei per andare ne  è praticamente la diretta concorrente (e, si sa, in questo ambiente non amano avere potenziali concorrenti in mezzo ai piedi), nonché praticamente una specie di succursale strapiena di persone che prima lavoravano nell’altra insieme a me… insomma ecco, anche se mi avrebbe fatto davvero molto piacere andarci e rivedere qualcuno, ho preferito evitare l’eventuale “incidente diplomatico”.

In effetti ho fatto anche bene perché tra tutti i cazzi e i mazzi e le minghiassorete varie, questa settimana il figlio di mio marito ha pensato bene che era giunto il momento di venire a trovare suo padre, dopo ormai più di un anno che non se lo filava nemmeno dipinto.
Ma non perché abbia  avvertito impellente la necessità di rivedere lui ed eventualmente la sua sorellastrina, quanto perché gli faceva molto comodo trovare un punto d’appoggio aggratis prima di partire domenica per un paese mediorientale, dove farà uno stage universitario.
Caro ragazzo eh, ma un filino opportunista.
E quindi, visto che il suo papà, facendo il mestiere che fa, almeno un paio di volete all’anno è coinvolto in prima persona in quelle riunioni globalitotali dove chiamano a raccolta tutti i clienti, li portano a cena, li fanno dormire e il giorno dopo li rinchiudono in una sala riunioni e li martellano con presentazioni e pipponi a non finire, ecco quindi dicevo questa è una delle due volte l'anno e la riunione è proprio tra oggi e domani; perciò il bambino me lo sono dovuto/devo sciropparmelo io (che diciamolo, potevo avere un paio di serate libere per farmi gli stracazzissimi miei una volta tanto e invece ciccia anche stavolta).

Mi pare di non avere nulla da aggiungere adesso.

Casomai se mi venisse in mente qualcos’altro, aggiungo.

by MoiSimplement | categoria:famiglia, evviva, ma si può, cosecosì, cestmoi, travail | Link | commenti (6)(popup) | commenti (6)
giovedì, 12 giugno 2008,00:59



in queste sere solitarie, ti penso e mi manchi.
by MoiSimplement | categoria:cosecosì, ah lamour, secondo tentativo | Link | commenti (5)(popup) | commenti (5)
mercoledì, 11 giugno 2008,15:35

warholizer

 

  ... che idea divertente ... wharolizzarsi!

by MoiSimplement | categoria:famiglia, cosecosì, tecnologicamenteparlando | Link | commenti (1)(popup) | commenti (1)
mercoledì, 11 giugno 2008,12:57

Per me (ma presumo anche per lei) è come recidere una seconda volta il cordone ombelicale.
Prevedo tempi dure e crisi isteriche come se piovesse.

Devo assolutamente trovare quella foto dove ne ha in bocca due contemporaneamente.

p.s. "tranne uno", non per ogni evenienza ma solo per ricordo.

by MoiSimplement | categoria:atrocità, cosecosì, lapeste | Link | commenti (8)(popup) | commenti (8)
martedì, 10 giugno 2008,17:35

un aperitivo con le mie amiche.
con la musica dal vivo, anche.
che succede ogni millant'anni, ma quella volta lì non ci si fa mancare niente.
son già indecisa se prosecco o mojito, o anche tutteddue.
prima uno poi l'altro e poi in ordine inverso.
e se ancora non saprò, via daccapo.


by MoiSimplement | categoria:cosecosì, cestmoi | Link | commenti (5)(popup) | commenti (5)
giovedì, 05 giugno 2008,13:31

potrei uscire a far la spesa

 

by MoiSimplement | categoria:bonjour, cosecosì, stufosa | Link | commenti (5)(popup) | commenti (5)
venerdì, 30 maggio 2008,15:29

Guernica - Picasso



Premessa.
Non sono esperta di arte, anzi.
Tuttavia l'arte mi è sempre piaciuta. Così come osservare alcuni dipinti.
Però non mi piace Picasso, in generale dico.

Non succede sempre e nemmeno spesso.
Però certe volte, di fronte a cose come queste io mi emoziono.
Mi emoziono fortissimamente.
(A proposito di nodi in gola, no?)
Mi viene un nodo in gola oppure allo stomaco.
Oppure mi sento un formicolio nella nuca.
O ancora, mi sudano le mani.

Boh insomma, mi sono fermata di fronte a Guernica e non so quanto tempo io sia rimasta lì.
Mi è persino venuto da piangere.

by MoiSimplement | categoria:cosecosì, parblé | Link | commenti (15)(popup) | commenti (15)
venerdì, 30 maggio 2008,11:10

Che poi già lo so che magari domani o fra tre giorni ritornerò serena.
Intanto però, no.
E’ stato bello il weekend a Madrid, a parte il tiempemmerd e il freddo porco (solo noi o Fantozzi possono trovare un tempo così in Spagna a fine maggio), sarebbe forse stato bello ovunque.
Avevamo bisogno di quel tempo per noi, lontani da tutto, e ce lo siamo concesso.

Però poi si torna alla realtà e trovi la piccina ammalata, sotto antibiotico, con le tonsille rosso pomodoro e grosse come due angurie.
Il marito che deve prendere un volo il giorno dopo e rientra solo a fine settimana.
In ufficio lo sclero regna sovrano, in particolare sul mio capo che ne è pervaso fin nelle viscere.

 

Penso a quel colloquio e a cosa ne potrà scaturire.
Se ne vien fuori un’offerta decente, posso dire addìo all’ultima briciola di serenità che mi ero gelosamente custodita per i prossimi mesi.

Cerco di non pensare a tutto ciò che il governo sta mettendo in pista, che mi viene da vomitare.

Sono sconfortata, davvero. Ma non tanto per quello che fanno, che era tutto sommato prevedibile facessero. No.
Lo sconforto mi esplode quando sento le persone che ne parlano in toni entusiastici e che finalmente qualcuno si muove, qualcuno fa qualcosa… eccerto, come no.

Come si fa a non capire, a non VEDERE????

Penso anche che proprio oggi F. avrebbe compiuto 45 anni.
Che amarezza.

Insomma poi è da quando ho aperto gli occhi stamattina che ho una sensazione … come di assorbimento…  che provo quel fastidio nel retro del cervelletto che continua a martellare e non capisco perché.

Poi m’abbaglia un flash.
Ecco, già, il sogno di stanotte.

Molto confuso eh… ma mi ricordo che un direttore del personale del cazzo qualsiasi, che nello specifico doveva essere il mio, mi consegnava una sorta di pergamena arrotolata, scritta in quattro lingue nordiche, che ovviamente non ero minimamente in grado di interpretare.
Ma alla fine capisco che è una lettera di richiamo, in toni pesantissimi e piena di insulti, perché arrivo sempre in ritardo.
E che siccome le regole dello statuto dei lavoratori sono cambiate ma a me nessuno lo ha detto, adesso di richiamo ne basta uno solo e tu sei fuori.
Ecco ero fuori.
Con la mia bella pergamenina arrotolata in mano.
Però ricordo abbastanza bene di avergli detto, in nordico, di infilarsela su per lo sfintere.