venerdì, 15 maggio 2009,12:47

stasera, dopo circa 35 anni, rivedrò uno stretto gruppetto di compagne di scuola delle medie.
una era addirittura la mia amica del cuore.
cioè, ancora non ci credo, non mi sembra vero...

sono contenta, di quella contentezza quasi inspiegabile e non reprimibile...
sono anche un po' in ansia... chissà che shock!

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mercoledì, 27 agosto 2008,12:39

parlerebbe al telefono. A meno che non sia lei a deciderlo.
A niente valgono sotterfugi e furbizie per cercare di farle salutare, chessò, la nonna o il nonno che magari sono 3 settimane che non li vede.

Se ne fotte, bellamente, di chiunque si trovi all’altro capo del filo (si fa per dire ormai, con sti cordless o i cellulari).
Invece se è nel momento giusto, ti intima di passargli la cornetta e poi sta 10 minuti a raccontare la qualsiasi, incurante sempre di chi stia dall’altra parte, fosse anche il tecnico della caldaia.

Ma ieri mattina, che stavo qui a smadonnare in turco perché non avevo voglia e perché non sapevo da che parte cominciare a prendere in mano la situazione, squilla il telefono e mi appare sul display il numero di mia mamma.
Convinta di parlare con lei, invece sento un “Pronto! mamma?”
Sgrano gli occhi!
”Piccina?! Ma ciao amore mio! Come mai mi telefoni?”

(no veramente, non è mai successo nella storia, quindi ero proprio scioccata)
E da lì è partito un fiume in piena di parole perché doveva assolutamente dirmi che era andata col nonno ai giardini bianchi in bicicletta, ma che aveva le ruote sgonfie e allora le ha dovute gonfiare e che un bimbo maleducato non ha giocato con lei e le sue macchinine e che …..
Insomma ero lì che mi bevevo tutto come un’ebete, felice, lo posso proprio dire, di sapere che avesse sentito LEI la necessità di telefonarmi, chiedendo alla nonna di farle il numero, per condividere questi suoi momenti con me, che fisicamente non ero lì in quel momento.

Vabè, non so come rendere l’idea, ma è stato un momento di gioia pura oltre che una svolta, una evoluzione e crescita sua e del nostro rapporto.
E certe cose ti ripagano di tanti brutti o difficili momenti.


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venerdì, 11 luglio 2008,10:01

So che il fatto di non aggiornare con regolarità il blog potrebbe essere controproducente per i miei innumerevoli e appassionati lettori che, stando alle 10 regole del perfetto blogger che ho letto da qualche parte, si romperebbero i maroni/ovaie e andrebbero altrove.
E, che dire? Mi dispiace/rebbe, è ovvio.
Però vorrei anche non dovermi sentire obbligata a soddisfare aspettative (che non creo volontariamente) di chicchessia, almeno qui.

Settimana scorsa mi è successa una cosa strana forte.
E' che io non ho mai vinto niente in vita mia, di consistente intendo, se si escludono circa 12.000 lire al lotto e mi pare altre 10 o 11 mila lire al superenalotto per un 3 – la valuta delle vincite la dice lunga sulla mia passione per le scommesse – tuttavia, è successo.
Piuttosto scazzatamente, ho accettato l’invito a un happy hour con intrattenimento vario da parte dell’agenzia di viaggi che utilizziamo in ufficio.
Annoiatamente, cercavo di non sbadigliare troppo mentre ero spalmata sul divanetto insieme a due colleghe con le quali assistevamo (attonite) ai numeri più o meno improvvisati di danza del ventre, magia e balletti con drag queen, tra una estrazione di premi e l’altra.
7 i premi ad estrazione previsti da programma.
Robe tipo autonoleggio di una panda a manovella per un weekend, una notte in un albergo figo a Firenze, due notti in un albero figo sup. a roma, due notti in un albergo figo lusso in località a scelta in Italia e via così.

Tant’è che è stato solo alla terza gomitata nel costato da parte della mia collega che ho realizzato che avevano estratto il mio numerino e che si trattava del primo premio!
Ohporcauacca! Trattavasi di soggiorno di quattro giorni in struttura supermegafighissimasuperlusso nel nord della sardegna, per due persone…
ma insomma, ancora non ci credo. Eppure.

 

Che poi a sto aperitivo del menga ci sono potuta andare perché la peste è al mare coi nonni e torna domani, altrimenti la vedevo dura.
E comunque, nonostante il fatto che siamo andati là nei weekend a trovarla e che in fondo stia per tornare, sento la mancanza di quella piccola belva come non mai.
Anelavo da tempo a questi 15 giorni per trovare un po’ di pace e di relax almeno la sera tornando a casa, per stare un po’ di più con mio marito, poter parlare con un po’ di calma e riuscire a finire una frase di senso compiuto, per fare tutte quelle cose che normalmente con lei non riesco a fare, per dormire di più.
Ma insomma mi sento come mutilata se non ce l’ho intorno che mi fracassa le palle, mi sento spersa, spaesata.
Sembriamo due deficienti, la sera, mentre ceniamo e parliamo di lei.
Rincoglionimento genitoriale precoce ancorché senile.

Tra l’altro settimana prossima mi sa che si compie anche il mio prossimo futuro dal punto di vista lavorativo.
Non mi vorrei sbilanciare, ma insomma sarebbe la chiacchierata finale col megaboss e non esistono altri candidati.
E allora, visto il momento, ho deciso di rifiutare l’invito per ieri sera.

Avrei dovuto andare all’inaugurazione di una mostra all’interno dei nuovi uffici della società per cui ho lavorato in passato diversi anni, ma siccome che quella in cui starei per andare ne  è praticamente la diretta concorrente (e, si sa, in questo ambiente non amano avere potenziali concorrenti in mezzo ai piedi), nonché praticamente una specie di succursale strapiena di persone che prima lavoravano nell’altra insieme a me… insomma ecco, anche se mi avrebbe fatto davvero molto piacere andarci e rivedere qualcuno, ho preferito evitare l’eventuale “incidente diplomatico”.

In effetti ho fatto anche bene perché tra tutti i cazzi e i mazzi e le minghiassorete varie, questa settimana il figlio di mio marito ha pensato bene che era giunto il momento di venire a trovare suo padre, dopo ormai più di un anno che non se lo filava nemmeno dipinto.
Ma non perché abbia  avvertito impellente la necessità di rivedere lui ed eventualmente la sua sorellastrina, quanto perché gli faceva molto comodo trovare un punto d’appoggio aggratis prima di partire domenica per un paese mediorientale, dove farà uno stage universitario.
Caro ragazzo eh, ma un filino opportunista.
E quindi, visto che il suo papà, facendo il mestiere che fa, almeno un paio di volete all’anno è coinvolto in prima persona in quelle riunioni globalitotali dove chiamano a raccolta tutti i clienti, li portano a cena, li fanno dormire e il giorno dopo li rinchiudono in una sala riunioni e li martellano con presentazioni e pipponi a non finire, ecco quindi dicevo questa è una delle due volte l'anno e la riunione è proprio tra oggi e domani; perciò il bambino me lo sono dovuto/devo sciropparmelo io (che diciamolo, potevo avere un paio di serate libere per farmi gli stracazzissimi miei una volta tanto e invece ciccia anche stavolta).

Mi pare di non avere nulla da aggiungere adesso.

Casomai se mi venisse in mente qualcos’altro, aggiungo.

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mercoledì, 18 giugno 2008,12:24
... che magari oggi incominciano ad asciugarmisi i funghi che mi erano cresciuti addosso.
dopo un mese e forse più di pioggia ininterrotta, spunta un barlume di sole.
sono commossa.
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venerdì, 02 maggio 2008,10:29

Sta colorando l’anima mia…

Cantava Lucio.
Che per quello che sto provando va bene solo la prima frase della sciansòn, il resto proprio non ci sta. Però mi piace sto attacco, proprio tanto.

E me lo canto e me lo ricanto perché sto pensando che finalmente fra qualche giorno mi godrò un viaggetto con mio marito, soli soli, finalmente.
Che mi vedrò Madrid, che è una vita che ci volevo andare.
Che finalmente potrò starmene fuori fino a tardi, cenare, bere, ascoltare musica, forse ballare… senza sensi di colpa, senza angoscia.
Che ho voglia di vivere quell’atmosfera.

E poi non mi sembra vero di non avere più dolori, di poter di nuovo camminare, correre, saltare, abbassarmi, sedermi per terra.

Tra l’altro è anche possibile che, se si troverà un buon accordo, io cambi lavoro.
Ommammamia.
Sarebbe troppo bello. Nonostante tutto, rimpiango sempre quell’ambiente e quei colleghi.
Un po’ più di sbattimento sugli spostamenti, ma fondamentalmente del tutto gestibile.

Uabbò, vedremo….

………..Siediti qui accanto anima mia
ed abbandona la tua gelosia se puoi
combinazione ho un po’ di champagne se vuoi amore………..

 

mercoledì, 13 febbraio 2008,16:09

non ce ne può fregà de meno.
non lo abbiamo mai festeggiato, è una ricorrenza che non abbiamo mai "sentito".

non è snobberia.
è che fa parte del solito circo super-consumistico che, secondo me, ormai di romantico non ha proprio più un bel tubo di niente.

invece.
ho appena prenotato un uichendone lungo a Madrid, per festeggiare il primo anniversario.
cazzo, cheinvenzionedellamadonna i low cost e i cheapresorts!

 

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martedì, 22 gennaio 2008,11:45

ho sempre pensato che se ci fossi arrivata, avrei voluto questa colonna sonora per questa giornata

http://it.youtube.com/watch?v=FlV9BVMET28&feature=related



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giovedì, 13 dicembre 2007,15:27

Quella bella è che ho ritirato il referto della risonanza magnetica: ho letto almeno 5 volte e poi son scoppiata a piangere come una cretina nell'atrio dell'ospedale. non ho niente! 

ma se avessi avuto qualcosa, mi sarei tagliata le vene col CD che c'era dentro???

E fuori una.


Quella meno bella è che mi devo ri-operare. Occhei è in deiospital, occhei l'entità non è paragonabile all'intervento dell'anno scorso. epperò, sempre un culo tanto mi faranno.

E fuori due.


Ai em drimin ov a uait crismas........

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