venerdì, 01 agosto 2008,10:30

E’ stato un anno molto pesante, sotto tutti gli aspetti.
Poi, è inutile girarci intorno, credo di essere io che non sto molto bene e quindi tutto mi gira per il verso sbagliato, mi consuma molta più energia del normale e soprattutto i tempi di recupero (se di recupero si può parlare) non sono misurabili.

Per altro la mazzata che ho preso lavorativamente parlando in queste ultime due settimane mi ha veramente ridotta ai minimi termini.
Non so se si possa arrivare a definire esaurimento, ma è qualcosa di molto simile lo stato in cui mi trovo adesso.

Ieri sera, speravo di ricevere una notizia che mi permettesse di andare in ferie con almeno un capitolo chiuso, e invece mi tocca aspettare ancora almeno fino a metà agosto per sapere qualcosa di definitivo e in ogni caso la fine del mese perché questo si possa eventualmente concretizzare coi fatti. Merda. Però la tendenza sembra positiva.

Ho solo una gran voglia di andarmene via, staccare, stare con mia figlia e mio marito, lontani da tutto questo marasma e riassumere auspicabilmente sembianze quasi umane.

Da domenica prossima, così doverebbe essere. Speriamo.

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venerdì, 25 luglio 2008,12:12


Però sono anche arrivata come si suol dire alla frutta, ma anche all’ammazzacaffè pensandoci bene.

Perché in 3 anni qui ho ingoiato più rospi vivi che in tutta la mia vita.
Perché hai voglia a giustificare qualsiasi mancanza di rispetto, per usare un eufemismo, come sfogo alla pressione cui è sottoposto via via nel corso dell’anno.
Perché non è possibile che non ci sia MAI la possibilità di un dialogo civile, di una spiegazione per le cose che succedono (e che poi ovviamente se non risolte si incancreniscono), solo perché pensa di avere il potere divino e di dover essere venerato e rispettato senza mai nemmeno essere guardato negli occhi dai suoi sottoposti.

Ebbene è da due giorni che nemmeno mi parla, non telefona, non scrive nemmeno una mail.

Mi evita fisicamente e se per caso mi incorcia nel corridoio, mi lancia razzi laser dagli occhi come se volesse incenerirmi.
E tutto solo perché mi sono permessa di rispondergli quello che andava detto in maniera civile ed educata ad una sua email, che se portassi davanti a un giudice del lavoro potrei diventare milionaria e vivere di rendita per il resto della vita.

Il suo problema è che non accetta il confronto, tanto meno il dialogo.
Un altro suo problema è che quando sa perfettamente di essere in torto, si comporta così come in questi giorni, peggio di un bambino a cui hanno portato via il giochino preferito.

Il mio problema invece è che ho sbagliato a non comportarmi così fin dall’inizio e che per il mio solito carattere dimmerda che mi ritrovo, tendo sempre ad essere comprensiva, a tollerare, a giustificare… e lascio passare.
Quindi gli altri a un certo punto danno per scontato che tanto a me va sempre bene tutto e quindi, quelli poco intelligenti, si prendono sempre di più, spostando il limite sempre un po’ più in là.
Questo è un mio enorme difetto.
E lui è uno pochissimo intelligente, da questo punto di vista.
Siccome l’altro giorno mi ha davvero ferita, ha fatto una di quelle cose gravi, che ledono la dignità, che passano il segno… non tanto per i toni che ha usato (che già quelli normalmente basterebbero, ma vabbè) quanto per ciò che le sue parole sottintendevano, tanto che ho dovuto contare fino a 1 milione e mezzo prima di rispondere, ma poi l’ho fatto.
Ed è stata una risposta da manuale.
Ha colpito nel segno.
Ed è quello che mi premeva succedesse.

Per me può anche non parlarmi più fino a che morte non ci separi, che tra l’altro vivo e dormo anche meglio.
Ora il problema è suo.



venerdì, 30 maggio 2008,11:10

Che poi già lo so che magari domani o fra tre giorni ritornerò serena.
Intanto però, no.
E’ stato bello il weekend a Madrid, a parte il tiempemmerd e il freddo porco (solo noi o Fantozzi possono trovare un tempo così in Spagna a fine maggio), sarebbe forse stato bello ovunque.
Avevamo bisogno di quel tempo per noi, lontani da tutto, e ce lo siamo concesso.

Però poi si torna alla realtà e trovi la piccina ammalata, sotto antibiotico, con le tonsille rosso pomodoro e grosse come due angurie.
Il marito che deve prendere un volo il giorno dopo e rientra solo a fine settimana.
In ufficio lo sclero regna sovrano, in particolare sul mio capo che ne è pervaso fin nelle viscere.

 

Penso a quel colloquio e a cosa ne potrà scaturire.
Se ne vien fuori un’offerta decente, posso dire addìo all’ultima briciola di serenità che mi ero gelosamente custodita per i prossimi mesi.

Cerco di non pensare a tutto ciò che il governo sta mettendo in pista, che mi viene da vomitare.

Sono sconfortata, davvero. Ma non tanto per quello che fanno, che era tutto sommato prevedibile facessero. No.
Lo sconforto mi esplode quando sento le persone che ne parlano in toni entusiastici e che finalmente qualcuno si muove, qualcuno fa qualcosa… eccerto, come no.

Come si fa a non capire, a non VEDERE????

Penso anche che proprio oggi F. avrebbe compiuto 45 anni.
Che amarezza.

Insomma poi è da quando ho aperto gli occhi stamattina che ho una sensazione … come di assorbimento…  che provo quel fastidio nel retro del cervelletto che continua a martellare e non capisco perché.

Poi m’abbaglia un flash.
Ecco, già, il sogno di stanotte.

Molto confuso eh… ma mi ricordo che un direttore del personale del cazzo qualsiasi, che nello specifico doveva essere il mio, mi consegnava una sorta di pergamena arrotolata, scritta in quattro lingue nordiche, che ovviamente non ero minimamente in grado di interpretare.
Ma alla fine capisco che è una lettera di richiamo, in toni pesantissimi e piena di insulti, perché arrivo sempre in ritardo.
E che siccome le regole dello statuto dei lavoratori sono cambiate ma a me nessuno lo ha detto, adesso di richiamo ne basta uno solo e tu sei fuori.
Ecco ero fuori.
Con la mia bella pergamenina arrotolata in mano.
Però ricordo abbastanza bene di avergli detto, in nordico, di infilarsela su per lo sfintere.

lunedì, 27 agosto 2007,18:23
Primo giorno di lavoro dopo dicasi ben 3 settimane di ferie.
Mica pizza e fichi.

Che uno dice "mica ti lamenterai, no?"
No, figuriamoci. C'è anche gente che non le può nemmeno fare le ferie, perciò....
Però una cosa la vorrei dire, se mi si consente (mi si è appena posata una zanzara sul lato destro del monitor!... c'entra niente ma l'ho vista e l'ho scritto.) e cioè che porcaccialamiseriacciazozza il sole l'avrò visto si e no 4 o 5 giorni in tutto.

Poi stranamente gli altri anni, quando arrivavo all'ultimo giorno prima di riprendere a lavorare, mi sentivo quasi a disagio, un po' depressa, anche un po' sgomenta all'idea di ripiombare in una routine di pesantezza non indifferente. Mi alzavo la mattina già con due metri di piva.

Quest'anno invece non dico che avessi voglia di rientrare, ma l'idea non mi schifava ecco.
Forse avevo già un presagio, o almeno una forte sensazione, che le cose non si dovessero mettere poi male. E infatti.

Mi ha finalmente detto di si: SI FA IL PART-TIME!!!! (e qui ci starebbe bene un balletto di contentezza, ma ancora non sono così tecnologicamente addicted e avanzata da inserire diavolerie strane.)

Insomma son contenta perché finalmente potrò avere una qualità della vita migliore.
Potrò andare a prendere la mia cucciolina all'asilo e godermela un po' di più.
Potrò pensare di fare anche qualcosa d'altro nel mio tempo, invece di stare 10 ore in ufficio ogni giorno.
Insomma mi sembra una svolta epocale.
Per come ero prima, non mi sarebbe nemmeno passato lontanamente nel cervello di chiedere una riduzione di orario di lavoro, mi sarei sentita in colpa. E invece.

Ma la cosa che più mi sconvolge è l'atteggiamento del mio capo: la frase di stamattina mi ha quasi commossa.
E son scema lo so, ma sentirmi dire "non ti voglio proprio perdere, per cui non ho alternative, dimmi da quando vuoi cominciare a uscire alle 4..." mi ha davvero toccata.
Perché conoscendolo, non avrei mai detto che si sarebbe lasciato andare a certi commenti.
Mi sa che sotto sotto e nonostante tutto, ci stimiamo profondamente in modo reciproco.
E io di questa cosa non mi dimenticherò mai.
E' già la seconda azione importante che fa nei miei confronti: la prima la fece assumendomi, perché quando mi presentai qui, le mie condizioni personali e professionali erano assai diverse.
Ma lui decise di fidarsi e del suo istinto e di me.
Credo che non se ne sia pentito, alla luce dei fatti.
Sembrerò un po' melodrmmatica, ma credo che gli sarò riconoscente di tutto questo per sempre.
O forse già lo sa.

Ora, tirando la riga e facendo le somme: qualcosa sta andando finalmente per il verso giusto.

Appena risolta definitivamente e ufficialmente questa faccenda, devo pensare a come sistemare le cose col genitore maschile.
E qui, saranno belli grossi e parecchio nodosi.
Vedremo.

Poi c'è ancora aperta la questione salute (mia).
Un passo alla volta nè.

Ecco.

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mercoledì, 18 luglio 2007,16:07

Informazioni di background.

Succedono cose strane in questi giorni, anzi già da un po’.
Il mo capo è seriamente scojonato, e questo lo avevo capito, ma pensavo si trattasse di normale stanchezza, insomma di quelle robe fisiologiche che però dopo uno si ripiglia.
Non parla quasi mai, per carattere e anche perché un po’ ci marcia, di quello che dovrà succedere, di quello che potrebbe succedere, di come si dovrebbe reagire, di quello che dopo cambierebbe… men che meno si apre lasciandosi scappare qualche cosa di personale.

Problema.
Però oggi che era fuori ufficio, al telefono, mi ha detto delle cose per cui mi sono seriamente preoccupata, anche se lì per lì ho cercato di buttarla un po’ sul ridere, di sdrammatizzare.
Ma lui, pur standomi dietro sulla battuta, ha chiosato dicendomi di tenere da qualche parte ben nascoste le ultime mail che mi ha mandato, alcuni documenti cartacei e che io sono brava * e un altro capo lo trovo facilmente.
Ha aggiunto che l’unica soluzione sarebbe che si schiantasse con la macchina, così almeno la sua famiglia riscuoterebbe l’assicurazione; mi ha detto di far di tutto per salvare almeno la sua famiglia.


Dati noti.
Sappiamo che:

-         trattasi di uomo tuttodunpezzo

-         le battute le fa solo sotto stress all’ennesima potenza o quando è estremamente rilassato

-         serpeggia evidente tensione con/tra gli altri membri del cda

-         è coinvolto obtorto collo in progetti in cui non crede

-         è uno che se solo mettesse in giro la voce, avrebbe almeno 2000 offerte in mano in meno di un giorno, e anche migliorative

-         non fa mai alcun complimento * a meno che non sia sotto l’effetto di droga pesante

 

Soluzione?
Mi metto a piangere o faccio quella che da una parte le è entrato e dall’altra le è uscito e fischietto allegramente ostentando sicumera?


Porcodiqua e porcodilà.

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