Che poi lo so benissimo che dovrei cercare di non farmene così un problema, di lasciarmi scivolare le cose un po’ di più, insomma di fregarmene e lasciare che le cose vadano come possono.
In fondo, se mia mamma proprio non se la sente di fare il passo estremo e fargli fare la cura coatta, io non posso obbligarla e nemmeno rovinarmi la vita e rovinarla anche alla mia famiglia.
Ne abbiamo parlato anche ieri sera con Mauro che ha lo stesso problema con sua madre e forse lui è più bravo di me o ha capito come fare.
Razionalmente so che dovrei comportarmi in un certo modo, ma dentro di me ho un macigno, sono devastata e per quanto io cerchi di tenere repressa più in fondo possibile questa cosa, ogni tanto non riesco e sto male.
E poi non parliamo di quando vedo che ne soffre anche mia mamma, che quando la chiamo al telefono e mi si mette a piangere ... vedo rosso.
Per non parlare di quanto ci soffra anche mio marito, ultima e involontaria causa di tutto questo casino.
Probabilmente se non ci fosse la mia piccina di mezzo, questa volta lo avrei davvero mandato a cagare definitivamente.
Il mio problema è pensare sempre alle conseguenze, a come ci potrebbero rimanere gli altri in seguito ad una mia azione o decisione.
Gli altri questo problema non se lo pongono e forse fanno anche bene.
Però quando hai a che fare con un malato di mente che non ammette (da 30 anni) di esserlo e rifiuta qualsiasi cura rovinando la vita a tutti noi, questi sono tutti discorsi del cazzo perché partono da un assunto logico e soprattutto presupporrebbero uno sviluppo logico.
E qui parlare di logica è un controsenso.
E’ un cane che si morde la coda.